Marchini: «Ballottaggio? E\’ un diritto e un dovere andare a votare»

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«Andrò sicuramente a votare perché reputo che sia un diritto – dovere e che non sia giusto, nel momento in cui si decide di far politica, essere poi il primo che non vota. Ho fatto un patto con i cittadini e quindi veramente la mia unica stella polare sarà dare il più possibile contributo vero e serio sui nostri temi. Mi concentrerò sulla crescita del movimento per strutturarlo. In tre mesi abbiamo fatto un lavoro straordinario: ora c'è bisogno di mettere basi a terra, c'è molto lavoro da fare e quella è la mia priorità».

Soddisfatto del risultato ottenuto l'imprenditore romano Alfio Marchini, ormai fuori dalla corsa per il Campidoglio, vuole restare in pista e per farlo bisogna prima di tutto scegliere chi appoggiare al secondo turno tra Marino e Alemanno. «Per il ballottaggio sarò inflessibile sui valori e sui progetti, valuterò con spirito laico le proposte che arriveranno. Ho già pronto il meccanismo per portare il nostro programma nei quartieri. Mi batterò per essere il più possibile influente in questa città, per difendere allo spasimo gli interessi delle donne, degli uomini e delle categorie che ci hanno dato la loro delega.

Oggi è finito il consociativismo a Roma tra i due poli di destra e di sinistra, e non era così scontato. Questo è solo l'inizio di un'onda, un popolo si è messo in marcia. Nel ballottaggio – ha detto Marchini – siamo determinanti e non staremo ai margini dell'arena. Abbiamo ricevuto una delega per incidere nelle scelte determinanti della città. Il che non significa volere posti ma cercare di avviare un cambiamento radicale. Marino e Alemanno  dovranno tenere conto di quel 10% di cittadini che sostengono le nostre idee e portano avanti le nostre battaglie.
Per le europee stiamo già selezionando i candidati. Abbiamo cominciato con quelli di Roma perché vogliamo dei cittadini romani che rappresentino questa città a Bruxelles come loro attività principale».