Occhi puntati su Marchini al secondo turno

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Chi sia arrivato terzo, quarto e quinto tra i diciannove candidati in lizza, in fondo importa poco. Perché Alfio Marchini e Marcello De Vito (e anche Sandro Medici con la sua Repubblica Romana si è fatto notare) hanno combattuto ciascuno la loro battaglia. Magari si saranno rubati qua e là qualche voto l’un l’altro, ma partivano da presupposti e storie tra loro del tutto diverse.

Così anche i rispettivi commenti subito dopo i primi risultati mostravano due binari che non si incroceranno mai, e ora che tutti vogliono portarli dalla loro parte, mostrano di non voler pensare troppo alle valutazioni sul successo delle loro campagne elettorali.

«Mi sembra una giornata molta bella, anche se mancano i dati ufficiali. In tre mesi, dal 14 febbraio, abbiamo messo in marcia un popolo e lanciato il simbolo del cuore. In una città bipolare, con un terzo polo come quello di Grillo, abbiamo fatto una campagna non urlata. Al ballottaggio mancano 15 giorni. Adesso ascolteremo i programmi ma non farò il vicesindaco di nessuno. Abbiamo preso un impegno con chi ci ha votato e faremo una battaglia su legalità e regole chiare».

Poi un commento sul voto: «Se non ci fosse stato il sentimento emerso con l’astensione, io non sarei qui. È un dato che fa riflettere, al quale bisogna rispondere facendo delle proposte concrete». «Mi batterò- ha continuato Marchini- per essere il più possibile influente nel governo di questa città. Saremo al centro dell'arena. Difenderemo allo spasimo gli interessi di chi ci ha dato la delega».

Dal canto suo il candidato del movimento Cinque Stelle Marcello De Vito in una conferenza stampa organizzata poco dopo le sei e mezza nella sede del suo comitato al Grand hotel Gianicolo ha parlato di un «calo non vistoso » e ha detto: «Alemanno e Marino sono la stessa cosa come lo sono i loro due partiti. Ci possiamo rivedere il film degli ultimi 20 anni, possiamo dire che queste due forze hanno governato bene? Secondo me no». Quindi ha parlato della campagna: «Abbiamo dato tutti il massimo – ha detto parlando dell’impegno dei cittadini a 5 Stelle. Abbiamo fatto un numero di eventi impressionante, sul territorio con i volontari. Gli altri partiti, presumo, pagano le persone per la campagna elettorale. Da noi ci sono cittadini che lo fanno gratuitamente».

Poi rimarcando come ci si concentri molto su “scontrini e diarie” e sul fenomeno Beppe Grillo, ha ricordato: «Il movimento non è Beppe Grillo, il movimento è il movimento. Lui è una persona importante, ma venerdì a Roma ha fatto il suo comizio come lo ho fatto io mezz’ora prima sul palco di Piazza del Popolo».

f.u.