Accordo Regione-Inail. Salvato il Cto

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Rilancio dell'ospedale Cto, che rischiava di essere chiuso dai tagli della revisione di spesa: questa la sintesi dell'accordo siglato oggi tra la Regione Lazio e l'Inail, con lo scopo di inserire all'interno della struttura un presidio capace di garantire un'assistenza completa agli infortunati che necessitano della chirurgia protesica.
 
L'accordo segna anche una svolta sul futuro dell'ospedale, ponendo le basi per un suo rilancio come centro di eccellenza nel settore. Il primo a sottolinearlo è stato il presidente Zingaretti che con questa decisione rimette in gioco una struttura che la Polverini aveva pian piano prosciugato fino a portarla sull'orlo della chiusura: «Non crediamo che la revisione della spesa possa indiscriminatamente tagliare la qualità dell'assistenza ed è necessario concentrare nel Cto tutta la filiera per seguire l'infortunato dal trauma alla protesi: ringrazio l'Inail per il suo impegno nel rilancio della struttura con la sottoscrizione di questo protocollo».
 
Ad entrare nei dettagli dell'operazione è Massimo De Felice, presidente dell'Inail: «Stiamo firmando numerosi accordi con le Regioni e questo con il Lazio, così come il primo che abbiamo siglato con l'Emilia, ha una portata particolare. In Emilia infatti ha sede il centro protesico di Budrio e nel Lazio avremo la filiale di quel centro, creando così i due centri di eccellenza ingegneristica delle protesi, in grado di gestire il processo completo che parte dall'intervento chirurgico fino alla protesi, riabilitazione e sostegno dei pazienti nei rapporti sociali e psicologici. Ovviamente di questo centro potranno fruirne tutti e non solo gli infortunati sul lavoro». De Felice poi conclude sottolineando che «la cosa più importante è mantenere il più possibile attività mediche all'interno del Cto, perchè soltanto in questo modo sarà possibile ottenere l'integrazione tra intervento medico, protesico e assistenza».
 
Un passaggio, quest'ultimo, che ha riscosso una vera e propria ovazione dagli operatori sanitari presenti in sala, alcuni dei quali, dopo aver esultato, non riescono a frenare le lacrime. Antonio Napolitano, Direttore Regionale dell'Inail, ha sintetizzato i vantaggi economici prodotti dal protocollo d'intesa con la Regione: «Con questo accordo immettiamo 31 milioni di euro in servizi e risparmi per i contribuenti, abbattendo i tempi di attesa di un infortunato
grave che ora può avere tutto il percorso assistenziale nella stessa struttura».
 
Mentre Gramazio faceva rimbalzare sulle agenzie che il merito dell'accordo risalirebbe alla Polverini accusando Zingaretti di lentezza, il vicepresidente Massimiliano Smeriglio rivendicava il successo di un'operazione compiuta a tempi da record che ha salvato un pronto soccorso in chiusura. Dopo la firma tutti hanno esultato, a partire dall'operatore in lacrime che ci informa di svolgere la mansione di guardarobiere. Chi esce mesto dalla sede della Regione Lazio di via Colombo è il Direttore generale della Asl Roma C Antonio Paone, accusato di recente di non aver preso posizione netta a favore dell'ospedale e di essersi limitato a dichiarare che quelle erano scelte prese non da loro.
 
La reazione dei dipendenti, appoggiati dai sindacati di base, non si era fatta attendere e in pochi giorni erano state raccolte settemila firme per richiedere di mantenere in attività il presidio ospedaliero e rilanciarlo con iniziative strategiche tra le quali appunto la collaborazione con l'Inail, che avrebbe contribuito al risanamento occupando due piani dell'ospedale. Dal gruppo esultante si leva una voce: «Paone esce sconfitto perchè il Cto lo voleva chiudere invece ora è costretto a rilanciarlo».
S.T.