Marchini: «Meno tasse, più trasparenza E maggiore partecipazione»

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In genere i programmi elettorali dei candidati li leggono proprio in pochi, per di più gli addetti ai lavori, che li spulciano spesso per vedere le differenze sulle promesse non mantenute. Come accade per Alemanno. Eppure i programmi sono frutto di elaborazioni collettive e dovrebbero essere tenuti in debito conto dagli elettori. Di quelli di Marino e del candidato 5Stelle De Vito abbiamo già scritto, oggi vediamo quello dell’imprenditore Alfio Marchini che ha organizzato gruppi di ascolto sui territori inaugurando un interessante modello di consultazione dal basso.

Non a caso il primo punto del suo programma è titolato «piedi nel quartiere, sguardo sul mondo» che vuol dire ripartire dai rioni e dai quartieri (non dai municipi intesi come strutture burocratiche) individuando per ciascuno di questi i punti di forza e le eccellenze, ma anche le criticità fonte di disagio. Con gli abitanti di ciascuna zona ha individuato un'azione di intervento con le soluzioni, le risorse economiche e i tempi di realizzazione. La verifica spetterà a un comitato locale di tre membri, in linea diretta con il sindaco, su decoro e sicurezza. Anche Marchini è d'accordo con l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, ma vuole altre agevolazioni fiscali e propone una carta di credito del cittadino da 200 euro al mese per le famiglie più in difficoltà. Da ingegnere dei trasporti promette la sua ricetta per la mobilità utilizzando fondi UE per le metropolitane, ma soprattutto impegnando l'esistente, potenziando le corsie preferenziali, aumentando l’uso dei tram e dotando anche le periferie del servizio di mobilità locale con minibus elettrici come in Centro. Ma i romani chiedono soprattutto lavoro. Occorre allora cambiare il modello di sviluppo della città che «non solo ha consumato fin troppo territorio, ma è giunta ormai al capolinea».

In ogni quartiere propone un Ufficio per la Piena Occupazione dei Cittadini, dotato di una piattaforma informatica che metta in rete domanda e offerta in tempo reale. Poi occorre puntare sulle energie rinnovabili, la cultura e la conversione dell’industria edile, mobilitando il credito e gli investimenti privati. Roma ha anche bisogno di una manutenzione straordinaria di strade, parchi, dei mezzi pubblici, palazzi, centri di incontro ecc. con la massima attenzione per anziani e le fasce più deboli. Giovani e meno giovani è un altro punto del programma che vuole preservare i talenti dalla fuga verso altri lidi. Così prevede agevolazioni per le start up, il miglioramento della qualità dell’accesso alla rete e agevolazioni per il trasporto pubblico agli studenti. Vorrebbe anche istituire “Case delle Radici”, dove gli anziani, assistiti, possano contribuire allo sviluppo della comunità. Senza una amministrazione semplice e trasparente non si va lontano.

«Basta- chiarisce- con il consociativismo dei partiti che di giorno fingono di combattersi e di notte si accordano e si spartiscono interessi e opportunità…Vogliamo una Pubblica Amministrazione che premi il merito e non l’appartenenza politica o la parentela.» Anche i rifiuti da problema possono divenire opportunità come in altre metropoli. Ma la raccolta deve funzionare sotto il controllo di cittadini delegati nel quartiere. Infine cultura arte e bellezza sono risorse uniche diffuse in tutti i nostri quartieri. «Con i nostri tesori – promette- creeremo posti di lavoro e cresceremo come comunità ricca, consapevole e orgogliosa delle proprie radici». « I cittadini – conclude il candidato- saranno direttamente coinvolti perché ho bisogno dell’alleanza con voi per spezzare le catene del consociativismo. Poche regole chiare e uguali per tutti».

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