Sicurezza, Alemanno nervoso abbandona il confronto. Poi torna

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Cheffà Alemanno, va via, torna? No, alla fine torna in trasmissione alla tribuna politica de Tg Regione dopo aver battibeccato sulla sicurezza con il candidato del Pd Ignazio Marino. Oggetto del contendere i dati che secondo l'Eurispes parlano di un calo dei reati del 10,5% dallo 2007.

Insomma dovrebbe essere soddisfatto il sindaco, che tuttavia non dovrebbe vantare i successi delle forze dell’ordine come suoi. Ma sui dati Gianni insiste, invitando bruscamente la conduttrice a citare quelli della Prefettura che parlano di un calo 14% dal 2007. Mai pago dei successi altrui se la prende con Marino per il quale «in 5 anni a Roma è aumentato il numero di omicidi e i casi di un reato orribile come la violenza sessuale, che sono cresciuti del 20% secondo il ministero degli Interni».

A quel punto sembrava che avesse abbandonato lo studio televisivo, ma poco dopo rifà capolino lasciando intendere di essersi solo momentaneamente allontanato. Poi illustra i risultati: 31mila con espulsioni di immigrati che avevano violato le regole, 90mila multe contro la prostituzione in strada, 1.076 sgomberi di accampamenti abusivi.

Ma la contestazione gli viene proprio dalla estrema destra, dal candidato di Forza nuova, Gianguido Saletnich, secondo il quale «durante gli anni della Giunta Alemanno i campi rom sono aumentati e questo è il più grosso fallimento del sindaco». Falsità, tutte falsità.

Un ragionamento pacato sul tema lo fa invece il chirurgo candidato che propone di spostare «in sedi di proprietà comunale i 29 commissariati di Polizia che attualmente hanno sede in edifici privati per una spesa di 70 milioni di euro in 5 anni» destinando le risorse recuperate alla messa a disposizione di «almeno 40 macchine volanti in più per garantire la sicurezza sul territorio».

Il candidato del Movimento 5 stelle Marcello De Vito ha sottolineato che «la campagna elettorale del 2008 si è giocata sulla sicurezza e Alemanno ha palesemente fallito. Nel 2011 siamo stati la capitale europea degli omicidi e anche nel 2013 siamo a buon punto perchè abbiamo già 15 omicidi rispetto ad una media annuale di 20. I dati che mettiamo sui cartelloni non sono realistici: il -14% non è riferito ai reati ma alle querele, significa che le persone rinunciano ad avere giustizia. Questo non è un risultato – ha concluso De Vito – è una sconfitta. Bisogna lavorare sul corpo della Polizia municipale che è nettamente sotto-dimensionato e sotto-equipaggiato».