Il Senato approva le dimissioni di Marino (con polemiche)

0
40
 

Qualcuno fiutava odor di imboscata quando ieri i senatori si erano riuniti per decidere sulle dimissioni del candidato alla poltrona di sindaco di Roma. Già si facevano ipotesi varie se le dimissioni non fossero state accolte, ma il trappolone teso da destra non è passato e le dimissioni sono state accettate con 179 sì, 67 no e 10 astenuti che non è certo un risultato plebiscitario.

Contrariamente alla prassi che vede respinte le dimissioni al primo voto, Zanda ha dichiarato che Marino ha chiesto al suo gruppo di votare “sì” già alla prima votazione. Richiesta accolta dal Pd. Analoga posizione é stata assunta da Sel e M5S mentre i montiani e Pdl hanno lasciato libertà di coscienza ai propri senatori. Se le dimissioni non fossero state accolte il candidato sarebbe stato sottoposto al fuoco di fila dei suoi oppositori che avrebbero contestato l’eventuale doppio incarico. A ristabilire la verità e la novità del voto ci ha pensato il capogruppo dei senatori del Pd Luigi Zanda il quale ha sottolineato che «Non è mai successo che il Senato abbia votato dimissioni di candidati sindaco prima che gli stessi conoscessero il risultato del voto».

Ricordando che lo stesso deputato Alemanno nel 2008 presentò la richiesta di dimissioni non prima ma dopo essere stato eletto sindaco e furono votate dall'aula della Camere mesi dopo». Quindi Ignazio Marino si è comportato ben diversamente e il suo gesto, unico, va sottolineato. Una questione di procedura ha sollevato invece Pier Ferdinando Casini il quale ha dichiarato che avrebbe votato “no” aggiungendo: «Non vedo le ragioni per sovvertire la prassi» secondo cui le dimissioni di un parlamentare in prima istanza si respingono e «il giorno in cui le ripresenterà voterà sì».

Sulla differenza di comportamenti fra Marino ed Alemanno la sinistra ha martellato per tutto il pomeriggio di ieri. Particolarmente sferzante è stato il giudizio del deputato del Pd Michele Meta, che è uno degli animatori del comitato Marino. «Questi sono i fatti – ha detto riferendosi alle dimissioni di Marino- contro i quali l’armata Brancaleone del Pdl ha sollevato un inutile polverone in queste settimane. La differenza la fanno lo stile, il rigore, la credibilità e l'autorevolezza di Ignazio Marino che del rispetto delle istituzioni ha fatto una bandiera del suo impegno in politica». Ma Alemanno non demorde e con un tweet scrive: «A Roma mi dedico da sempre. Su dimissioni hai mentito ai romani per più di un mese. Tranquillo, non sei nei miei pensieri».

cq