Tersigni: «Più sociale e attenzione alle periferie»

0
30
 

Conoscenza delle periferie, serietà. E giovinezza. Che non guasta. Ha tutti i requisiti per far bene Stefano Tersigni, candidato sindaco per la lista Roma Capitale è tua.

Una formazione apartitica, con una folta presenza femminile. I sondaggi la danno tra l'1 e il 3%, appena al di sotto della soglia di elezione ma quanto basta per essere decisiva al ballottaggio. Soprattutto in un momento di incertezza come questo. «E poi chi lo sa, io credo nella possibilità concreta di diventare sindaco» – ci confida Stefano. In fondo anche De Magistris a Napoli lo davano con la mia stessa percentuale e poi ha vinto. Ma senza fare alcun paragone io conto di fare il mio meglio continuando a svolgere quell'azione di ascolto delle periferie».

Tersigni ha 24 anni, arriva dal Prenestino e ha frequentato fin da bambino i quartieri Labicano e Centocelle, vivendo in prima persona i disagi sociali di queste borgate. Senza servizi, sempre più sporche e dimenticate. «E' da questi problemi che occorre ripartire – dice. Girando per i quartieri in questa campagna elettorale ho riscontrato che il Campidoglio, ma anche i Municipi, sono ancora troppo lontani dalle famiglie. Ho in mente una consulta, che la considero il mio vero asso nella manica. Si tratta – spiega – di un organo di ascolto della cittadinanza attraverso le singole commissioni locali per far emergere la singola difficoltà del quartiere, anche del più più piccolo rione».

Il suo programma recita lo slogan "Il sociale prima di tutto", con un'attenzione particolare ai giovani suoi coetanei, ma anche agli anziani e ai disabili. Alla base dell'idea c'è una politica di lotta all'evasione, ma soprattutto di tagli. A partire da quegli "inutili" rimborsi elettorali, che Stefano intende "restituire" alle associazioni Peper Pan e Casa Dago. «E il mio non è un annuncio propagandistico, nè tantomeno una proposta qualunquista e demagogica » – chiarisce.

Un discorso di impostazione grillesca. Ma guai a fare paragoni. «Loro, i Cinque Stelle, sono per il no e non hanno alcuna proposta dai territori» spiega. E allora diamo un'occhiata ai punti del suo programma. Una lunga lista di idee assistenziali. A partire dai trasporti, uno dei temi più scottanti dell'Amministrazione Alemanno. «Se il costo del servizio fosse proporzionato all'efficienza e funzionalità dei mezzi il Comune dovrebbe pagare tutti i pendolari – dice in una battuta. Noi invece vogliamo portare il costo del biglietto a 0,75 euro, introducendo la tariffa chilometrica, ottimizzando così l'uso del mezzo – spiega. Dove troveremo i soldi? Combattendo ad esempio l'evasione e usando nuovi sistemi. A Londra si può entrare sui mezzi solo da un lato e con servizi assai differenti. A Roma solamente un autobus su tre ha lo scivolo per disabili. E poi – aggiunge – sempre più cittadini mi segnalano il mal funzionamento degli ascensori delle metro. Vi pare un'immagine bella per una capitale?».

Scorrendo giù nel lungo elenco di colore arancione, quello della lista, scopriamo poi il lancio della raccolta differenziata su tutto il territorio comunale; servizi comunali gratuiti di assistenza agli anziani in difficoltà; blocco quinquennale della costruzione di nuovi centri commerciali per incentivare la ripresa delle medio e piccole imprese; la riqualificazione e l'utilizzo degli spazi esistenti per fronteggiare l'emergenza abitativa; la tutela delle aree verdi e degli animali, «a partire dal problema delle botticelle»; la tutela del patrimonio monumentale; la rete delle piste ciclabili; incentivi alla fruizione dei musei per i romani. Dodici punti in tutto, che a qualcuno, forse, sembrerà di aver già sentito da altre parti ma che, di sicuro, danno l'idea di un'"aria nuova". Chissà di poterla vedere anche in Campidoglio.

Carmine Seta