Campidoglio, corsa all\’ultima promessa

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Dopo il fuoco di sbarramento dei giorni scorsi, soprattutto fra le artiglierie del candidato del Pd Ignazio Marino e l'imprenditore indipendente Alfio Marchini, diradato il fumo delle polveri, si parla più di programmi e proposte, ma soprattutto si fanno incontri con la gente sui territori.

Certo che se le sono date di santa ragione quando Marchini ha svelato il presunto patto fra Pd e Cinque Stelle beccandosi dall'entourage di Marino l'accusa di inciucio per un altrettanto presunto incontro segreto con Alemanno.

Smentite e controsmentite per una campagna elettorale che non risparmia colpi bassi veri o falsi che siano. Chi intanto gode è Gianni Alemanno, in gran forma nonostante si sia rotto il dito di un piede durante un suo pellegrinaggio elettorale. Domenica è finalmente intervenuto il Magico Berlusconi che non solo ha confermato la sua presenza al comizio finale al Colosseo, ma ha elogiato la competenza di Gianni rispetto a quei peracottari degli altri candidati, invitando a votare un sindaco veracemente romano. Apriti cielo. Sulla rete è cominciato il tam tam delle battute e sulla ascendenza pugliese del giovane Alemanno.

Non certe le origini del De Vito di vaga ascendenza meridionale (almeno dal cognome). Non resterebbe che Marchini ad aver succhiato il latte della Lupa fra i quattro big della competizione.

Sparsi veleni a piene mani, almeno per ora, ieri i candidati hanno intensificato i loro tour cittadini. Marino se n'è andato a Porta Futuro dove ha parlato di "buono lavoro" da 500 euro al mese per 10.000 giovani tra i 18 e i 29 anni per sostenere i ragazzi alla ricerca di un'occupazione nella fase della formazione o dell'apprendistato. «Ma non è tutto- ha aggiunto Marino pensiamo anche di dare la possibilità di far spostare questi ragazzi gratuitamente con i mezzi pubblici, che equivale ad un valore 250 euro. Infine sarà erogato un altro buono da 100 euro per le attività culturali. Così i ragazzi potranno andare liberamente nei musei e negli spazi culturali.» I soldi verrebbero reperiti da fondi europei come ha affermato nel corso di una videochat a 'La Stampa’. «Dobbiamo creare nuovo lavoro: da qui al 2020 – ha detto- l'Unione europea mette a disposizione 82 miliardi con il programma 'Horizon 2020'. Si tratta di soldi che purtroppo nel passato nel Comune di Roma e altre realtà amministrative non sono stati riportati a casa».

La polemica si è riaccesa quando il sindaco, fra le varie promesse, si è impegnato a potenziare la presenza dei bus, mentre in tutto il mondo si pensa alle rotaie. Subito dal comitato del chirurgo è partita una nota che definisce la posizione del sindaco "anacronistica e fuori da ogni direttiva Ue in materia, distante anni luce da quanto stanno facendo in questi anni nelle più grandi città europee». Poi gli hanno spiegato che «investendo su tram e metropolitane si abbattono del 90% le emissioni inquinanti aumentando notevolmente le capacità di trasporto passeggeri grazie ai mezzi più grandi, a differenza dei tradizionali autobus».

Mentre Marino era a Porta di Roma Marchini se ne andava al mercato di piazza Ormea insieme al suo candidato alla presidenza del XIII Municipio (ex XVIII). Solita operazione simpatia fra strette di mano ed immancabile foto con le romane affascinate dal candidato. Poi in giornata intervenendo a Radio Capital a chi gli chiedeva chi sosterrà al ballottaggio, non ha esitato a rispondere «La domanda giusta è 'Chi appoggerà noi?'. Perché noi al ballottaggio ci andremo, e vinceremo proprio perché non saremo costretti a cambiare la nostra natura con degli apparentamenti 'forzati' per questo secondo turno. La nostra posizione civica, senza partiti, ci consentirà di prendere voti da tutte le parti. Quello che qualcuno in questi giorni va furbescamente dicendo in giro ovvero che chi vota me vota qualcun altro, fa un insulto agli elettori». Aggiungendo che se al primo turno vince Marino e va al ballottaggio con Alemanno «rischia di vincere il sindaco uscente».

Il candidato 5 Stelle De Vito ha invece incontrato ieri i vertici di Unindustria nella sede di via Noale, dove ha indicato le priorità del suo programma: pagare le aziende creditrici del Comune, stop alla costruzione di nuovi centri commerciali e lotta all'abusivismo edilizio. «Dopo avere fatto bilanci certi ha detto De Vito- è importante stabilire tempi certi per i pagamenti delle piccole imprese, visto che oggi le imprese muoiono Perché lo stato non le paga» mentre deve essere favorito l'accesso al microcredito». Sul commercio servono una lotta all'abusivismo e una moratoria sulla grande distribuzione «pertanto basta costruire centri commerciali» che vanno regolamentati per quanto riguarda l'orario di apertura, Perché fanno un'eccessiva concorrenza al piccolo commerciante. Discorso che non deve essere suonato come angelica melodia alle orecchie degli industriali, anche se De Vito si è occupato poi della piccola imprenditoria. «Il Movimento 5 Stelle – ha detto- ci tiene alla piccola e media impresa, tenuto conto che a Roma il 97% delle aziende hanno da uno a dieci dipendenti». Poi sul turismo ha ripetuto il mantra di tutti i candidati per rendere Roma quella smart city di cui tutti parlano, ma non si è ancora ben capito cos'è.

Giuliano Longo