Comunali, Marchini: «Berlusconi padre padrone di Alemanno»

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"Ho capito che i costi della politica sono molto più alti di quanto raccontano. C'è un velo d'ipocrisia da squarciare, perchè ogni volta che qualcuno fa politica e prende soldi in modo non ufficiale crea le condizioni per essere ricattato. Credo sia giusto che ci sia una parte del finanziamento per la politica, dando la possibilità ai cittadini di scegliere a chi vogliono darlo". Così il candidato sindaco Alfio Marchini a L'aria che Tira su La7.

"Altrimenti – ha proseguito Marchini – non tutti hanno la fortuna come Alemanno di avere un padre padrone, Berlusconi, che organizza la cena e in una notte raccoglie un milione di euro. Non faccio il povero, esattamente l'opposto. E' ingiusto che ci siano giovani che hanno voglia di fare politica e non hanno i mezzi".

Sta parlando per De Vito? "No De Vito è un altro film. Loro hanno mezzi e risorse abbondanti, perchè hanno una struttura, un'organizzazione che gli consente di fare cose che una persona che oggi vuole fare politica non può fare. E' un ragazzo intelligente e ironico e su una cosa siamo sicuramente allineati: Totti sindaco. Già vedo Arfio commuoversi per l'emozione".

"Sono convinto della bontà della mia scelta, di cercare di aiutare i miei concittadini romani ad uscire da una crisi drammatica. In questi cinque mesi passati in mezzo alla gente, ho trovato angoscia per il posto di lavoro che non c'è più, preoccupazioni per i figli, disperazione di famiglie che non arrivano alla terza settimana del mese, ho trovato una situazione drammatica". 

"Credo che oggi – ha aggiunto Marchini – c'è la rappresentazione plastica di consociativismo. La politica deve decidere in modo molto netto se non parlare a priori con quel signore e rinunciare a parlare con gli elettori che l'hanno votato democraticamente. Oppure pragmaticamente dici: quel signore ha preso dei voti con libere elezioni, allora parlo con lui. I cittadini hanno la sensazione che non c'è una guida, non c'è una visione. C'e' uno spot elettorale continuo a chi la spara più grossa".