Il ritorno di Giggino Crespi (ma se n’era mai andato?)

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Che l’ex segretario del Pd romano si faccia vivo dopo la trasmissione di Piazza Pulita su la 7 dove si sono confrontati i 4 candidati alle Comunali, non dovrebbe sorprendere. Che Marco Miccoli si permetta di affermare che sia «andata molto male la prestazione di Alemanno nel confronto televisivo di ieri, nonostante il ritorno al suo fianco del suo guru storico Luigi Crespi», nemmeno, visto che l'onorevole Miccoli quando era segretario non ne ha mai risparmiato una al sindaco.

Ci giunge invece nuova, che Giggino Crespi abbia mai abbandonato definitivamente Alemanno. Del suo defilarsi c’era giunta voce quando le gazzette annunciarono l’arrivo di un nuovo guru della comunicazione (Alessio Fronzoni) sbarcato addirittura da Milano dove la comunicazione è religione ancor prima che mestiere.

Ma a Luigi si può imputare tutto fuorché l'ignoranza. Anzi avendo frequentato tutti gli ambienti che contano da Berlusconi in poi (ricordate il contratto con gli italiani del Berlusca? Ebbene gliel'ha inventato lui) non manca di sottile penetrazione psicologica e di finezza della quale evidentemente Miccoli, praticone della politica, manca.

Così Crespi, tornato nel cuore del sindaco, mentre è ancora ignota la sorte del Fronzoni, decide di primeggiare e prende per i fondelli Miccoli per «la sua capacità di lettura psichiatrica (o forse voleva dire psicologica, boh) della realtà e il suo accentuato senso critico nei confronti di Alemanno».

Tutta sta salottiera menata da parte di Crespi per dire che Alemanno corre verso la vittoria e anzi a Piazza Pulita è andato da dio. In compenso Marino sarebbe asfittico e Luigi ci presenta una sua professionale e ben retribuita analisi dei fatti. «La verità, secondo me, – dice – è che il candidato sindaco del centrosinistra al confronto è stato letteralmente annullato, non pervenuto. I romani hanno potuto decidere ieri se affidare la loro città a Marino o ad Alemanno e i risultati ci saranno consegnati a breve dalle urne. Risultati che terrorizzano la sinistra».

Un’analisi competente e professionale anche se apparentemente, ma solo apparentemente, suona come propaganda da gazebo a piazza Tuscolo. Ma è proprio questa l’astuzia del mestiere: far passare per propaganda quella che invece è una penetrante analisi dell'impatto mediatico e del feedback della trasmissione.

Per completare il modello mancherebbero i risultati di Marchini e De Vito, ma siccome secondo i sondaggi che Crespi maneggia con grande competenza danno il sindaco in rimonta a soli 2 punti da Marino, tanto vale tirar su di morale Gianni e da buon trainer o coach, fargli ripetere ossessivamente il mantra "vinciamo, vinciamo, vinciamo". Un po’ come nei ruvidi sport da contatto.

Tanto, e l'hanno visto tutti, quando a Gianni hanno toccato parentopoli si è comportato da vero gentleman, forse con una punta di sdegnato risentimento. E poi che ragione c’è di nervosismo se Alemanno corre nei sondaggi? A meno che venga confermata la voce metropolitana che di rilevazioni sui flussi di opinione ne girino altre che inquietano non poco il sindaco. Chissà se Crespi ne sa qualcosa.

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