Sanità, occupato il Cem: le famiglie si appellano alla Regione

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Dal primo pomeriggio di ieri genitori, ospiti e operatori del Centro di Edicazione motoria della Croce Rossa italiana di via Ramazzini hanno ripreso l’occupazione del Centro Diurno Archimede.

Hanno protestato lo scorso inverno, hanno chiesto con forza che una struttura che ospita circa cinquanta disabili non autosufficienti e che da anni rappresenta un centro di eccellenza nella città non venga abbandonata al suo destino.

Dopo aver attirato l’attenzione delle istituzioni per evitare la dismissione da parte della Croce Rossa, e nonostante mesi di confronto sul destino del centro, ieri in un comunicato la Fp-Cgil di Roma e Lazio ha fatto sapere che «la Croce Rossa Italian ha disposto la chiusura del servizio con la cessazione delle attività a partire dal 16 Maggio».

I genitori e gli operatori continuano ad appellarsi alle istituzioni e il sindacato «rinnovando il suo impegno al fianco dei lavoratori, familiari e pazienti» ha chiesto «al Presidente Zingaretti, che si è pubblicamente assunto l’impegno di salvare la struttura, di aprire subito un confronto con la Croce Rossa e le Organizzazioni Sindacali».

Il confronto è stato affidato dal presidente della Regione alla cabina di regia della sanità che ieri ha ascoltato le loro ragioni alla ricerca di una soluzione che stabilizzi la situazione del centro.

Già lo scorso 2 maggio le famiglie avevano protestato contro la chiusura della struttura che è attiva a Roma da oltre 40 anni. La protesta era nata dopo aver ricevuto da parte della dirigenza della Croce Rossa una lettera di “avviso sospensione attività” firmata dal presidente della Croce Rossa, a cui il centro diurno fa capo, Flavio Ronzi.

cq