Buche e cantieri: alta tensione

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Esposti, sopralluoghi, promesse e smentite. La campagna elettorale nelle ultime ore sembra incentrarsi sempre più sul nodo viabilità. Gli ultimi dati parlano di una situazione di vera e propria emergenza: 37 casi di voragini nell'ultimo anno, 8 smottamenti di rilievo e una trentina di cantieri disseminati per tutta la città.

Il Codacons ha annunciato nei giorni scorsi una class action. «Riceviamo centinaia e centinaia di segnalazioni di incidenti, soprattutto da parte di motociclisti e di pedoni anziani, che inciampano e cadono per colpa delle buche» – racconta a Repubblica.it il presidente Marco Ramadori. Per questo stiamo preparando un'azione collettiva per ottenere il risarcimento dalle imprese che si occupano della manutenzione delle strade. Starà poi al giudice compiere un'istruttoria esaminando anche i contratti di appalto e stabilire le responsabilità, che potrebbero coinvolgere Alemanno».

Il consigliere del Pd capitolino Athos De Luca ha presentato un esposto in procura. La situazione più grave a Portuense dove alcuni studi hanno dimostrato il rischio di dissesto idrogeologico. Situazioni analoghe dall'Esquilino al Nomentano. Piazza Vittorio è costellata in questi giorni di rattoppi in più punti con una colata di cemento antiestetica e pericolosa. In via Nizza c'è un'enorme buca coperta con poca cura. In via di Ponte Sisto, tra piazza della Malva e piazza Trilussa, la strada è rifatta da poco ma attorno ai tombini i sampietrini hanno ceduto, creando pericolosi dislivelli. Come spiega Stefania Nisio, Primo Tecnologo Ispra, le cause più frequenti delle buche sono due. La prima (più grave) è che il sottosuolo di Roma è caratterizzato da cavità sotterranee, che sono state realizzate in passato soprattutto per estrarre materiali da costruzione. Queste cavità costituiscono una rete di gallerie al di sotto della città. La seconda causa va cercata nelle disfunzioni della rete dei sottoservizi, infatti, la nascita di una perdita da una conduttura idraulica può favorire la voragine in superficie.

«Nonostante fossero stati più volte sollecitati – dichiara in una nota il consigliere capitolino del PD Dario Nanni – il sindaco e l'assessore Ghera non sono mai intervenuti per approntare un piano di prevenzione sul rischio geologico a Roma. Da quasi due anni ho chiesto all'Amministrazione comunale di assumere la carta predisposta dall'ISPRA per prevenire le situazioni più a rischio nella città e ridefinire una mappatura delle emergenze da smottamenti e sprofondamento del territorio. A Roma – continua il consigliere – Alemanno e Ghera hanno costituito la nuova 'banda della buca'. La giunta in 5 anni non ha elaborato nulla e i cittadini continuano a subire i disagi dovuti all'incuiria in cui versa la capitale. Con questo sindaco oltre al declino economico, sociale e culturale la Capitale rischia di sprofondare anche fisicamente».

Al termine di un sopralluogo nelle periferie domenica scorsa Ignazio Marino aveva affidato a Twitter il suo laconico commento: «Le voragini per le strade di Roma: l'unica opera pubblica di 5 anni della giunta uscente». Poi Marino ha aggiunto: «Serve piano di interventi straordinari per eliminare le buche, con un nuovo bando che affida alla ditta che realizza il lavoro la responsabilità e la garanzia della manutenzione per 5 anni». Ieri il comitato del sindaco ha contrattaccato al candidato del centrosinistra in questo modo: «Nessuna lezione da lui né dal centrosinistra sulle strade della capitale il cui unico lascito dele precedenti amministrazioni è stato lo scempio dell'appaltone Romeo, 720 milioni di euro per 9 anni ad un unico soggetto privato, un impianto concessionario anomalo che agiva da controllore e controllato, revocato solo grazie al coraggio della giunta Alemanno».

E non va meglio per i cantieri. Ieri Alemanno ha inaugurato altre due opere (vedi sotto), scatenando le reazioni dell’opposizione. «In vista delle elezioni il sindaco Alemanno sta forzando per aprire cantieri dappertutto, in centro e in periferia, per gettare polvere negli occhi ai cittadini», accusa il consigliere comunale Pd Athos De Luca. Corsa contro il tempo per inaugurare il nuovo capolinea del Tram 8. Il marciapiede davanti al Teatro Argentina è pronto: 1500 metri quadri (erano 300) per i pedoni con tre panchine in travertino ai due lati del teatro, sei in totale. E nel cantiere per la nuova fermata finale dell'«8», a piazzetta San Marco, si lavora a ritmi forzati. L'obiettivo più ambizioso – dopo tanti ritardi dovuti soprattutto, dicono i responsabili del cantiere, a imprevisti nella realizzazione dei sottoservizi – è inaugurare la linea il 20 maggio, dopo aver fatto fare le prove di esercizio alle vetture.