Mobilità, Antitrust: «Il Tar annulli la delibera Atac»

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L’appalto assegnato dal Campidoglio per la gestione dei trasporti pubblici a Roma è in bilico e con esso il futuro dell’Atac che ha alle proprie dipendenze circa tredicimila persone. L’Antitrust ha chiesto infatti al Tar di annullare la delibera di consiglio comunale con cui è stato affidato il servizio di bus e metropolitana alla società controllata al 100% da Roma Capitale, ritenendo che siano state violate le regole sulla concorrenza e che l’operato della giunta del sindaco Alemanno potrebbe rappresentare anche un aiuto di Stato.

Un aiuto che farebbe rischiare all’Italia sanzioni dall’Unione europea. Il 15 novembre il Consiglio aveva approvato con il solo voto contrario la delibera di affidamento dal primo gennaio di quest’anno al 3 dicembre 2019, senza gara pubblica e con affidamento diretto. Tutti d’accordo ad eccezione della Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha analizzato la delibera ed ha emesso il primo febbraio un provvedimento, con cui ha chiesto al Campidoglio di comunicare entro sessanta giorni quali iniziative intendesse adottare per rimuovere una situazione considerata di violazione della concorrenza. Per l’Antitrust, con l’affidamento del servizio trasporti senza gara, il Comune di Roma avrebbe violato la normativa comunitaria, falsato la concorrenza e forse dato un aiuto di Stato.

A suo tempo l’assessore alla mobilità Maria Spena assicurò che l’affidamento era stato effettuato nel pieno rispetto della normativa europea. «Siamo riusciti a salvaguardare i livelli occupazionali dell’azienda e le sue potenzialità operative » aveva dichiarato, aggiungendo «non mancheremo di fornire all’Antitrust tutti i chiarimenti». Spiegazioni che non hanno convinto l’Authority. Un’altro guaio per Alemanno nel pieno della campagna elettorale, mentre sull’azienda capitolina si sono appena scontrati il sindaco e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per i 500 milioni di euro che Atac attende dalla Giunta. Ma dalla Cristoforo Colombo intenzionata ad intervenire, si è chiarito che il debito fu accumulato negli anni dalla gestione Polverini senza che Alemanno levasse almeno un gridolino. Intanto negli ultimi quattro anni per la spesa di Atac per il Campidoglio è passata da 195 a 332 milioni l’anno.

cq