Dossier Alemanno: «Promesse e intrallazzi: cinque anni di buio»

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Sono ben 116 le pagine del dossier Alemanno (Roma distrutta in un giorno) presentato ieri da Rifondazione e dai Comunisti Italiani. Un libro vero e proprio che denuncia l'operato di questa Amministrazione in numerosi capitoli, dal bilancio all'urbanistica, dalla sicurezza ai rom, dai rifiuti ai servizi sociali. Fatti, situazioni e dati, in parte già noti, ma che raccolti in questo pamphlet costituiscono un atto di denuncia senza appello.

«Dal Gran Premio di Formula Uno dell'Eur – scrive il documento – alla candidatura alle Olimpiadi, dalla valanga di inchieste sugli uomini da lui messi nei posti chiave (Punti verdi, dossier da usare contro l’opposizione, mazzette e parentopoli), per finire all’inglorioso primato del bilancio preventivo più evanescente e inutile del mondo, quella di Alemanno è stata una giunta che dire inefficiente e inconcludente è senz’altro dire poco». Questo l'esordio del documento che così prosegue. «Quel che è venuto a galla sono solo alcuni brandelli del percorso di Alemanno .. (che in Campidoglio).. si arroga la promozione al rango di empirico conoscitore dei meccanismi di governo, ma dall’altra viene condannato a un basso profilo che di fatto ha finito per portarlo verso la deriva, fino al punto di piatire l’appoggio di Berlusconi».

Intanto la crisi economica e sociale azzanna Roma. Confcommercio segnala la chiusura, nel 2011, di 5 mila imprese, mentre Confindustria parla di un boom (+13,9%) di disoccupati e le opere pubbliche restano al palo e i problemi endemici della città rimangono irrisolti. Con il Comune che segna un debito complessivo di 15 miliardi pari a 5.800 euro a cittadino, neonati compresi. «È per nascondere questa cifra – prosegue il documento- che Alemanno ha portato l’approvazione del bilancio fuori tempo massimo nel novembre 2012 dopo sette mesi e 102 sedute del Consiglio comunale. Ha evitato così il commissariamento. E nonostante il record negativo ha avuto anche il coraggio di scrivere su twitter “Siamo degli eroi”».

Per di più dopo che a novembre «la stragrande maggioranza delle voci di bilancio (per un totale di dieci miliardi) sono già spese » resta solo un magro piattino di 10 milioni tutti consumati in chiave politica pre-elettorale attraverso la cosiddetta “manovra d’aula”» per la quale ogni consigliere dispone di un plafond tra i 150 e i 200mila euro da spendere attraverso gli emendamenti al bilancio. «Un esasperante e degradante tira e molla che alla fine diventa un maxi-emendamento di giunta». Senza considerare che Roma è la città più tassata d'Italia che ha visto l' aumento dell’Ici/Imu (su seconde e terze case l’aliquota è passata dal 6,9 per mille al 9,9). Certo, sotto elezioni, Alemanno annuncia l'abolizione dell'Imu per 360.00 famiglie, sino ad ora incassando i benefici.

Ma il Campidoglio ha aumentato tutto: del 100% le mense scolastiche, azzerato il buono libri, introdotta la tassa di soggiorno, aumentato del 50% il biglietto dell’Atac, così come la tassa sui rifiuti e le multe del 2,4%. Un rivolo di aumenti che che va dalla tassa sul matrimonio di100 euro) sino ai certificati di visura urbanistica più 66%, alle spese di segreteria per visura (da 12 a 50 euro), sino al certificato Dia (da121 a 500euro), il taglio sui contributi per gli affitti agevolati di ben 17milioni (da19 a 2 milioni). Un disavanzo reale, ove si considerino gli oneri sul debito, il rimborso di prestiti e i nuovi prestiti che ammonta a oltre un miliardo di euro. E questo nonostante le maggiori entrate per Imu, imposte, tasse e tributi vari che apportano risorse per oltre 3 miliardi e 700 milioni. Il baratro del default. Ridotto a circa 1/3 rispetto al 2010 il contributo statale al bilancio, vengono così azzerati o quasi i contributi per economia, ambiente, istruzione e cultura, «resta qualcosa, circa 40 mln, per lo sport e il sociale». Per di più, senza previsione di soluzioni di incasso alternative, Roma si permette di incassare appena 47 mila euro dai fondi comunitari. (segue)