Bufera sui vigili, inchiesta della procura sul concorso \’\’truccato\’\’

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Non c'è pace per i vigili di Roma Capitale. Dopo gli arresti della settimana scorsa per lo scandalo delle multe annullate ieri la procura ha indirizzato lo sguardo sul concorso dello scorso anno per 300 posti nella polizia Municipale.

La commissione esaminatrice era composta da Angelo Giuliani, presidente, e dai membri Donatella Scafati e Maurizio Sozi e dalle segretarie Gloria Conte e Alessandra Ascione. L'ipotesi di accusa è di falso documentale. Iscritti nel registro degli indagati i quattro funzionari per aver “sostanzialmente” agevolato la nomina dell'ex comandante del corpo della Municipale Angelo Giuliani, travolto già da una serie di scandali all’interno del corpo, come presidente della commissione giudicante.

Una prova a cui si presentarono migliaia di aspiranti poliziotti su cui emersero già dai primi verbali delle anomalie. Da qui l'avvio dell'inchiesta. Secondo le indiscrezioni, Giuliani, che al momento non è iscritto nel registro degli indagati, non avrebbe potuto tecnicamente ricoprire quell'incarico. Resta da scoprire il perchè di questa falsificazione dei documenti.

Avviati già i primi interrogatori. Intanto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dato mandato agli uffici di predisporre gli atti necessari alla revoca della commissione esaminatrice. «Senza entrare nel merito della correttezza dei lavori della commissione – si legge in una nota del Campidoglio – l’esistenza di questa indagine per falso ideologico mina alla base la serenità del futuro operare della commissione da un lato e degli esaminandi dall’altro. Al fine di assicurare i presupposti di trasparenza e correttezza nell’azione dell’Amministrazione capitolina, quindi, il sindaco ha disposto la revoca della commissione dando contestualmente mandato agli uffici di provvedere alla nomina di una nuova commissione per salvaguardare il concorso per Istruttore di Polizia Municipale». Così in una nota l’ufficio stampa del Campidoglio.

Non sono mancate le polemiche. «E' inaccettabile in un momento in cui nel paese ci sono milioni di inoccupati soprattutto tra i giovani, che migliaia di candidati oggi si possano sentire defraudati e imbrogliati – dichiara in una nota il consigliere del Pd capitolino Antonio Stampete. Il sindaco spieghi cosa è successo. Dopo cinque anni di nebbie politico-amministrative è ora di voltare pagina, la casa comunale deve tornare ad essere una casa di vetro».

Alfonso Luigi Marra, leader del Pas-Fermiamo le banche e candidato sindaco di Roma si domanda invece «quanto costerà alle casse comunali e ai cittadini l'azzeramento di questa commissione di 'impresentabili?». «Un colpo di spugna – aggiunge – quello di Alemanno, che peraltro giunge solo a seguito dell'intervento dell'autorità giudiziaria e giustificato da mere opportunità elettorali, ma che dimostra una volta di piu' l'alto grado di inefficienza di una classe politica che in questi anni ha saputo garantire ai cittadini di Roma soltanto sprechi e inefficienze».

Al contrario per Marco Scotto Lavina, candidato al Consiglio comunale di Roma Capitale per il Pdl, il gesto del sindaco rappresenta «la volontà di rinnovamento e di trasparenza auspicata negli ultimi tempi».

«L'inchiesta della Magistratura, e la conseguente revoca della commissione per il concorso dei Vigili urbani di Roma, è l’ennesima goffa retromarcia fatta da Alemanno, con un imbarazzante slalom tra gli scandali che stanno assediando la città da quando la destra è al Governo – dichiara in una nota il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini. La Capitale, purtroppo, in questi anni ha raggiunto il record assoluto di episodi di malgoverno, corruzione, disonestà e immoralità, tutti riconducibili al cerchio magico di un sindaco che si conferma sempre di più il peggiore che la città abbia mai avuto».

Carmine Seta