Crollo dell\’edilizia: schiacciati dalla crisi

0
22
 

Nell'ultimo anno il settore dell'edilizia, a Roma e provincia, ha perso 6mila posti di lavoro. Negativi si presentano, a fine 2012, tutti gli indicatori del comparto: chiudono a -7,5% le imprese, a -11% gli operai, mentre diminuiscono del 17% le ore lavorate. Queste le cifre rese note dal presidente e la vicepresidente della Cassa Edile di Roma e Provincia, Edoardo Bianchi ed Anna Pallotta, che ieri mattina, presso il parlamentino dell'Inail in via IV Novembre, hanno presentato alla stampa il 4° Rapporto annuale dell'ente.

Lo studio, patrocinato quest'anno dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, fotografa il settore edile della Capitale, analizzandone le dinamiche recessive più recenti ed interpretandone le tendenze di lungo periodo. «Le nuove iscrizioni alla Cassa Edile scendono, per le aziende, del 13,5% e del 20% per i lavoratori, e le previsioni per il 2013 sono tutt'altro che rosee» – ha evidenziato Alberto Massara, direttore dell'ente e moderatore della conferenza. Nel 2008, infatti, si legge nel Rapporto, le imprese iscritte erano 11.448 e i lavoratori attivi 63.321, a fine 2012 le prime sono scese a 9000, mentre il numero dei lavoratori iscritti superano appena i 43.500.

Un altro dato importante, che emerge è l'aumento delle imprese di piccole dimensioni, composte per il 76,7% da ditte con un massimo di 5 dipendenti, prevalentemente costituite in Srl, pari al 62,7% del totale delle aziende. «Le imprese si fanno più piccole, ma meno precarie – ha sottolineato Pallotta, illustrando i dati – Le aziende che operano nel mercato dell'edilizia abitativa sono quelle che risultano più colpite dalla crisi economica, in calo anche il mercato della manutenzione, l'edilizia non abitativa ed il settore impiantistico ed energetico». Per quanto riguarda le ripercussioni della crisi sul lavoro, stando ai dati, il ridimensionamento occupazionale risulta particolarmente acuto tra gli operai comuni (-44% solo nell'ultimo anno), soprattutto giovani apprendisti.

«Ciò determina un invecchiamento della forza lavoro, soprattutto per gli italiani, che arrivano a sfiorare i 44 anni. Si registra infatti -sottolinea il presidente della Cassa edile, Bianchi – una riduzione del 60% di lavoratori nuovi». Lo studio evidenzia, però, anche un fenomeno positivo: un continuo calo degli infortuni sul lavoro, dato che ha colpito, in particolar modo Franco Lotito, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inail che ha aggiunto: «Dal 2007 al 2012 si regista una riduzione del 35% degli infortuni e del 33% di quelli mortali. L'Inail punta sulle politiche concrete di prevenzione -ha sottolineato – contiamo di inserire nel bilancio 2013 una quota per finanziare gli investimenti delle imprese sul benessere, la salute e la sicurezza dei lavoratori, per ridurre il numero delle giornate perse per infortuni ed ottenere risparmi veri e maggior efficienza. Creare maggiore salute – ha concluso Lotito – è un modo nuovo di fare spending review, così come investire nella formazione». «Siamo stati i primi in Italia a raccogliere una mole di dati cosi strutturati, – ha detto Edoardo Bianchi – gli indicatori negativi sono il termometro di una situazione generale di malessere e per vedere un'inversione di marcia ci vorrà del tempo».

«La Cassa di Roma e Provincia costituisce un osservatorio privilegiato delle dinamiche produttive ed occupazionali del comparto ed una leva efficace per la loro regolazione – hanno concluso Edoardo Bianchi e Anna Pallotta -, ne sono due esempi lampanti: la regolarità contributiva delle imprese, misurata attraverso la percentuale dei Durc regolari emessi dall'ente, che si mantiene stabile nonostante la pesante recessione, e la forte contrazione della formula contrattuale parttime, che in edilizia cela forme di evasione contributiva». Il Rapporto redatto dalla Cassa edile, infatti, registra un calo del numero di contratti part-time: le imprese che ne hanno fatto ricorso, nel 2012, sono state il 19%, contro il 60% del 2008, mentre le anomalie legate a ferie e permessi sono scese alla soglia del 31%. «Rispetto al 2008 c'e' una situazione diversa, c'e' piu' liquidità ». Cosi' il candidato a sindaco di Roma, Alfio Marchini, ospite di Radio Citta' Futura. Che aggiunge: «Dobbiamo puntare ad attirare i grandi finanziamenti, ci sono le banche con crediti incagliati, costruttori che hanno venduto molto e adesso devono smaltire e persone che hanno bisogno di comprare casa ma a prezzi piu' bassi. Il Comune deve fare di tutto per agevolare l'avvicinamento tra domanda e offerta».

Non sono mancate le polemiche. Alemanno ha promesso che «le 106 delibere sull’urbanistica bloccate dall’opposizione, saranno sbloccate nella prossima giunta, con voto d’urgenza». Pronta la replica di De Luca: «Sa bene – dice il vicepresidente della Commissione Ambiente – che le delibere urbanistiche di competenza del Consiglio, non possono essere approvate dalla giunta. «Inoltre – continua il rappresentante del PD – il voto d’urgenza è una modifica al Regolamento che Alemanno vorrebbe fare ma che non è stata mai approvato, per cui certe dichiarazioni, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbero accattivargli il consenso dei costruttori, ma fortunatamente queste ridicole prese in giro, non avranno nessun effetto positivo ma anzi, aumenteranno la inaffidabilità di questo sindaco. I costruttori romani – conclude De Luca – conoscono le regole del Consiglio meglio di Alemanno. Una volta si diceva che con le bugie si facevano camminare i treni, speriamo che con tutte queste bugie, Alemanno faccia almeno camminare gli autobus e la metro».