Giulio Agricola, il Pup sparisce o no?

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Mentre a San Giovanni, a causa di cantieri di parcheggi interrati abbandonati, Via Imera e Via Albalonga sono ridotte da mesi a discariche a cielo aperto, apprendiamo dalle parole del delegato ai parcheggi Vannini nel «Rapporto di fine mandato » del Sindaco Alemanno che «con una memoria di giunta è stata approvata l'espunzione di Viale Giulio Agricola».

Un provvedimento di buon senso, che dovrebbe porre fine alla battaglia dei cittadini di “Salviamo Giulio Agricola”, cominciata nel maggio 2010 dopo che sotto i loro occhi fu letteralmente strappata dal terreno una dozzina di platani (poi defunti) e continuata per ben tre anni, tra visite del Sindaco con promesse di cancellazione (agosto 2011, anche su youtube), prosecuzione dell’iter procedurale e tentativi della ditta di procedere ai lavori preliminari all’espianto degli alberi rimasti con strenua resistenza dei cittadini (gennaio 2012), fino all’approvazione “bipartisan” di una mozione contraria al Pup da parte dell’Assemblea Capitolina (15 novembre 2012).

Ma prima di inneggiare al lieto fine, è meglio leggere attentamente la citata Delibera di Giunta, per l’esattezza la 142 del 12 aprile 2013, dove le cose sono un po’ diverse da quelle proclamate dal delegato Vannini. Intanto si parla di “indirizzi” relativi all'intervento di Viale Giulio Agricola, che è cosa ben diversa da “espunzione dal Piano Parcheggi”.

Poi si specifica che riguardano solo la “porzione di localizzazione assegnata alla Società Ecopark S.r.l.”: quindi si potrebbe desumere che la parte di box assegnati a un’altra società (avete letto bene: era previsto che metà parcheggio fosse realizzato da una ditta e metà da un’altra) continueranno a rimanere in ballo. Infine la complessa acrobazia verbale del dispositivo finale non riesce a nascondere che la Delibera intende solamente “avviare un confronto dialettico con le società interessate alla realizzazione dell’intervento in oggetto, al fine di valutare tutti gli aspetti della vicenda e di pervenire ad una soluzione concertata tra le parti che contemperi gli interessi pubblici e privati coinvolti con reciproco soddisfacimento”.

E per arrivare a questa importante decisione c’era bisogno di fare una Delibera di giunta? Bastava forse scambiare due chiacchiere con il costruttore, prendendo un caffè. Quanto ai motivi per cui dopo tre anni si è finalmente deciso di fare questo passo, viene citata solo “la presenza di manifestanti che fisicamente presidiavano l’area di cantiere, peraltro già recintata, e nonostante la presenza di forze dell’ordine cui era stata chiesta assistenza per garantire condizioni di sicurezza, non ha consentito lo svolgimento delle previste attività” determinando “l’assoluta incertezza sui tempi di conclusione di tutte le attività previste per la realizzazione del parcheggio, con conseguente dilatazione dei disagi alla cittadinanza derivanti dall’occupazione delle aree di cantiere, problemi di sicurezza e di ordine pubblico con il rischio di degenerazione a causa di atti vandalici”. Una motivazione che si riassume in tre parole: “i cittadini sono contrari”.

Ora, lasciando al coordinamento Salviamo Giulio Agricola il compito di descrivere le circostanziate motivazioni che li hanno spinti a una così strenua opposizione, chiuderemo con due semplici considerazioni. La prima: un’Amministrazione seria non può nascondersi dietro i cittadini per motivare le proprie decisioni. Seconda: praticamente ogni Pup della città ha incontrato la stessa contrarietà dei residenti, a cominciare da quello di Via Fermi, dove il locale comitato ha anche promosso una Delibera di iniziativa popolare (la 38/2012) firmata da 6.111 cittadini, consegnata più di un anno fa, che non è stata mai portata al voto dell'Aula. Perché non regalare anche a questi cittadini una delibera con “indirizzi” per trovare soluzioni che contemperino “gli interessi pubblici e privati coinvolti” “con reciproco soddisfacimento”? Tanto in questi tempi prelettorali le promesse si possono fare un tanto al chilo…

Anna Maria Bianchi
Laboratorio
Carteinregola

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