Debiti Atac, scontro sui fondi tra Zingaretti e Alemanno

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Alla vigilia di nuove elezioni, con il Consiglio regionale appena insediato e una nuova giunta comunale in arrivo, riesplode la polemica sull’Atac, l’azienda del trasporto pubblico al collasso con un debito che non frena la sua ascesa e si avvia a toccare, nonostante l’aumento del prezzo del biglietto, il record di 1,6 miliardi (con un aumento di 57 milioni rispetto al 2011).

Ma se le condizioni dell’azienda sono sotto gli occhi di tutti gli utenti, le problematiche sono più complesse e dalle affermazioni dell’Ad Diacetti di ieri su Repubblica «L’unico modo per rispettare il piano industriale è che Regione e Comune facciano la loro parte», emerge una contraddizione. Da un lato il Comune deve varare il nuovo contratto di servizio, mentre dalla Regione l’azienda attende 500 milioni. Poi ci sono tutti gli altri problemi che frenano il risanamento dell’azienda, dal patrimonio alle banche, alla questione del personale.

Per dare un’idea di come vadano le cose ieri il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha spiegato la situazione: «Ha ragione l’Ad Diacetti quando dice che la Regione Lazio deve un mare di soldi all'Atac. Addirittura abbiamo scoperto che negli ultimi due anni si è accumulato un debito per un miliardo di euro complessivi sul Tpl regionale perché nei bilanci dell’Ente si utilizzavano per l’annualità in corso le risorse future del Fondo nazionale dei trasporti, che ogni anno assegna alla Regione Lazio circa 575 milioni di euro. Tutto questo è avvenuto, negli ultimi due anni, nel silenzio della giunta comunale di Roma e dell’Atac – ha detto Zingaretti – Una cosa pazzesca, un errore gravissimo perché il sindaco di Roma, in questo modo, ha anteposto gli interessi di partito a quelli della città.

Noi ora faremo di tutto per recuperare il tempo perduto, ma non sarà facile. Se il Dott. Diacetti, insieme al Comune di Roma, avesse chiesto, quando c’era la precedente giunta di destra, di istituire un tavolo con la Regione -cosa che noi siamo disponibili a fare subito- sarebbe stato sicuramente più credibile».

Ieri nel tardo pomeriggio Diacetti ha stemperato la polemica dichiarando che le sue parole non avevano «alcun intento polemico nei confronti del presidente Zingaretti. Fin dal mio insediamento – ha spiegato Diacetti – come amministratore delegato di Atac, nel settembre 2012, ho sollevato il tema, del quale purtroppo il governo regionale, da lì a poco dimissionario, non era più in grado di farsi carico».

Ma nelle ore precedenti era stato lo stesso sindaco Alemanno a cavalcarlo (innescando le reazioni del centrosinistra e degli altri candidati) ricordando seccamente al presidente della Regione di rispettare «le promesse che sta facendo in questo periodo. Allo stato attuale ha approvato un bilancio in cui i fondi per il Tpl sono stati totalmente azzerati, promettendo di reintegrare le risorse con il prossimo assestamento di giugno».

Dal canto suo Diacetti ha accolto «con soddisfazione l'invito del presidente Zingaretti ad aprire subito un tavolo», certo che il suo compito continuerà anche dopo il 27 maggio.

F.U.