Comunali, le ricette di cultura dei candidati (GUARDA LE FOTO DEL CONFRONTO)

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Questa mattina al Tempio di Adriano si sono confrontate diverse concezioni della cultura e dell'intrattenimento come sistema produttivo e patrimonio di ricchezze inestimabili. Un incontro fra i sette  candidati al Campidoglio con le maggiori associazioni di categoria del settore: Anica, Agis, Anec Lazio, Cna cultura e spettacolo, pmi cinema/audiovisivo e Confcommrcio Roma. L’appuntamento era stato preceduto da una batteria di  domande video poste da 13 operatori, una rappresentanza dei settori produttivi oggi colpiti dalla crisi economica e falcidiati nei posti  di lavoro. Il nodo ovviamente sono le risorse, il sostegno pubblico e lo sviluppo del settore strategico per una capitale come Roma che di cultura e turismo vive.

Tutti i candidati ne riconoscono l'importanza, ma secondo diverse angolazioni. Il candidato del Pd Ignazio Marino intende recuperare quanto del modello Roma veltroniano è andato disperso riproponendo ad esempio la Notte bianca e l'Estate Romana, ma mettendo a disposizione gli spazi pubblici esistenti ed inutilizzati agli operatori. Biglietto unico per musei, rivitalizzazzione di quelli più piccoli e negletti rendendoli promotori di eventi. Il tutto in una visione equilibrata fra pubblico e privato. Zetema, che oggi è la società del Comune che di questo settore si occupa, viene ricondotta alla sua mission originale di coordinamento, ma le scelte di fondo spettano alla pubblica amministrazione.

Un occhio attento alle nuove tecnologie diffuse ed un sostegno alla generale digitalizzazione delle sale cinematografiche prevista entro il 2014. Ma se Marino ha in mente modelli d'oltre oceano il sindaco Gianni Alemanno affronta subito il tema delle risorse finanziarie. Nel ricordare la battaglia sul FUS  (Fondo Unico per lo Spettacolo) Alemanno ha ricordato le ristrettezze del Comune  che obbligano a puntare sulle grandi strutture di prestigio internazionale quali l'Auditorium, Santa Cecilia, l'Opera di Roma il Teatro Argentina ecc. "Guai" ha detto "parlare di penalizzazione del settore privato", suscitando la reazione del moderatore Michele la Ginestra che invoca un riequilibrio dell'intervento pubblico soprattutto nei confronti delle piccole e medie aziende del settore. Alemanno ha ribadito la centralità di Zetema quale agenzia dotata di alte professionalità ed ha ricordato iniziative quali la notte dei Musei che hanno garantito un grande successo di pubblico.

Alfio Marchini ha esordito parlando di lavoro, di opportunità garantite da un settore potenzialmente ricchissimo che tuttavia va messo in rete, favorendo la concorrenza fra i privati soprattutto piccoli e medi che vanno sostenuti con agevolazioni ed accesso al credito. Ma anche Marchini si rende conto della carenza di risorse e per questo, nella sua concezione del decentramento capillare per quartieri, guarda alle strutture inutilizzate e a tutti gli spazi disponibili dove si possa esercitare liberamente la creatività ivi comprese le scuole per gran parte della giornata inutilizzate.  Ma se questa rete crea sistema tocca anche dare spazio alle tecnologie per cui vanno ad esempio aiutate le sale cinematografiche in difficoltà per la digitalizzazione.

Questo reticolo di iniziative deve essere in qualche modo coordinato e promosso soprattutto in funzione del turismo. In questo sistema ovviamente Zetema come governo delle risorse e promozione, perde il suo ruolo. Tre concezioni, il progressista, il dirigista e l'imprenditore, che lasciano ampia libertà di scelta agli 'industriali', piccoli o grandi che siano. Quello che conta è rivitalizzare nel mondo quel brand, marchio Roma, che può produrre rilancio e ricchezza, come ha affermato Ignazio Marino.

G.L.