Nomine Asl, parte la rivoluzione del merito

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Con l'introduzione delle nuove norme per la nomina dei direttori generali di Asl, aziende ospedaliere e istituti di ricovero, approvate martedi dalla Giunta regionale, si avvia «una rivoluzione del merito e del valore delle persone rispetto alle logiche di filiera e appartenenza che hanno devastato il sistema sanitario regionale». Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presenta così la delibera di avviso pubblico che definisce i nuovi criteri per la scelta dei vertici della sanità regionale, varata con lo scopo di eliminare l'influenza della politica nelle scelte.   

A valutare le domande di candidatura, che potranno essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'avviso sulla Gazzetta ufficiale, sarà una terna di esperti, formata da tre membri nominati dall'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, rappresentata oggi dal presidente, Giovanni Bissoni: la Regione, ha fatto sapere Zingaretti, avrebbe diritto di nominare due suoi rappresentati in questa commissione, ma ha rinunciato ad esercitare questo potere.   

La valutazione, inoltre, prima avveniva sulla base dei curricula presentati, ora sara' istituita una scheda operativa sul modello dell'Emilia Romagna e sarà previsto un colloquio diretto. Prima, per essere inseriti nell'elenco, per chi proveniva dal pubblico bastava essere stato direttore di unità operativa semplice, ora solo di unità operativa complessa. Mentre prima per chi proveniva dal privato era sufficiente avere la direzione di una qualunque azienda a prescindere dagli addetti e dalla forma giuridica (anche aziende individuali), ora solo se amministratore unico o delegato, o presidente di un cda di spa.

L'ultima novità è sulla trasparenza: prima le domande erano in formato cartaceo con i curricula non pubblicati on line, ora la procedura sarà interamente informatizzata. (Fonte DIRE)