Roma, corsa a distanza tra i candidati

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Seguire i candidati nei loro giri di campagna elettorale è diventato quasi impossibile, non tanto perchè sono tanti, ma per il numero dei loro appuntamenti quotidiani. Macinano chilometri tra piazze, incontri e luoghi di lavoro e rilasciano dichiarazioni di ogni genere a radio, televisioni e agenzie di stampa scontrandosi, spesso a distanza, in duelli sui temi più diversi. Così anche ieri, per gli amanti del genere “elezioni”, non sono mancati gli interventi, le provocazioni e le repliche.

Principali protagonisti sono stati quell’Ignazio Marino portabandiera della coalizione “Roma Bene Comune” e il candidato indipendente Alfio Marchini del “Movimento della cittadinanza romana”: entrambi hanno parlato del loro rapporto con la politca e i partiti. Il primo ieri ha dovuto rispondere a chi cercava di fargli commentare le vicende politiche nazionali del partito democratico, ma sul tema il candidato ha sentenziato «il mio partito è Roma» e chiarendo a tutti ha detto: «Come immaginavo sulla stampa sono iniziate le ipotesi di scissioni e correnti. E mi ritrovo tirato per la giacchetta da una parte e dall’altra. Forse non hanno capito che voglio liberare questa città da cinque anni di scandali e parentopoli. Il mio partito è Roma».

Anche Marchini, nel corso di un’altra diretta radiofonica, ha voluto sottolineare la sua indipendenza e rispondendo a un ascoltatore ha detto: «La grandissima parte dei nostri 1.300 volontari sono giovani ai quali ho affidato il movimento e il 99,9 per cento non ha mai avuto ruoli politici. Aspetti di leggere la lista comunale, compresa la capolista. Quando la vedrà, capirà quello che dico». Mentre le agenzie di stampa non hanno registrato, almeno ieri, interventi dei candidati Alessandro Bianchi e Sandro Medici, è il sindaco Alemanno che in attesa di confrontarsi con i fratelli di Italia di Giorgia Meloni, sempre più strategici nel contesto attuale, è costretto a registrare l’endorsement dei tassisti di Bittarelli a favore di Marchini, e a fare buon viso a cattivo gioco, augurandosi che «con Bittarelli si possa recuperare però noi andiamo avanti per la nostra strada convinti di avere fatto tutto il possibile per i tassisti».

Ieri infine il candidato dei 5stelle Marcello De Vito, reduce dalla passeggiata ai fori imperiali, è andato a visitare i dipendenti Atac di via Prenestina, e sull’azienda ha tagliato corto: «Atac è un esempio di “mala gestio” di una società municipalizzata. La gestione così come è non può andare avanti. Noi non vogliamo privatizzarla – ha concluso il grillino – ma si deve passare ad una gestione più virtuosa».

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