Lavoratori in protesta contro l’Atac: «Ci deve 700mila euro»

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"Atac non paga i fornitori e le aziende rischiano di chiudere", "Romani, la metro vi è stata donata dalle ditte private". Questi alcuni degli striscioni che i lavoratori della So.Co.Fer, azienda di Gallese (Vt) che realizza armamenti che fornisce all'azienda di trasporti capitolini, hanno esposto, sotto le insegne della Fiom Cgil, in segno di protesta davanti alla sede dell'Atac in via Prenestina.

Tra loro anche la titolare e amministratrice delegata della ditta, Mara Purchiaroni, e il direttore generale Andrea Nonni, che spiegano i motivi della manifestazione. "Atac – dice Nonni – non ci paga il materiale che abbiamo lavorato e consegnato da un anno: si tratta di 700mila euro. Un credito enorme per un'azienda di 35 dipendenti che così viene messa in ginocchio. Si tratta di materiale già installato, in particolare scambi, in opera sulla metro a, sulla b, e sulla Roma-Lido. Ma Atac non paga".

Nonni spiega che sono stati presentati dei decreti ingiuntivi affinché il debitore liquidasse il fornitore. "Ma Atac si è opposta, proprio al 59esimo giorno, l'ultimo utile, e poiché il giudice gli ha dato ragione sono riusciti a prendere tempo fino a luglio. Ma da qui ad allora noi rischiamo di chiudere. Come facciamo ad andare avanti?". I rappresentanti della ditta hanno chiesto ed ottenuto, come riferiscono, un incontro. Confronto che definiscono "apparentemente positivo".

Poco dopo l’Atac spa ha reso noto che “sono stati emessi oggi i mandati di pagamento che coprono per la quasi totalità il credito vantato dalla ditta nei confronti dell'azienda”. L’Azienda si è quindi giustificata sottolineando che “i lavori svolti dalla ditta sono stati effettuati su alcune linee delle ferrovie gestite in concessione per conto della Regione Lazio, proprietaria delle linee in questione, nei confronti della quale Atac vanta crediti per oltre 150 milioni di euro. Ed è proprio la mancata erogazione di questi fondi a rendere molto difficile per Atac l'adempimento puntuale delle proprie obbligazioni con i fornitori, dovendo l'azienda farsi carico, con risorse proprie, di pagamenti che dovrebbero essere sostenuti da risorse regionali".