Marchini: «Incomprensibile fare esperimenti con i cani»

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«Ho sette cani, gli animali sono una parte fondamentale della mia esistenza. I cavalli sono stati una ippoterapia intensiva in uno dei momenti più difficili della mia vita. Non voglio fare una polemica con Marino, ma è un tema comunale. La vivisezione e fare gli esperimenti sui cani, su farmaci anti dolore, senza le precauzioni che ci dovrebbero essere, è una roba per me assolutamente incomprensibile». Così il candidato sindaco Alfio Marchini, ai microfoni di Radio Roma Capitale. L'imprenditore ha poi risposto a un radioascoltatore che gli chiedeva spiegazioni sulla presenza nel suo entourage di nomi della "vecchia politica". 

«La grandissima parte dei nostri 1.300 volontari sono giovani ai quali ho affidato il movimento – ha spiegato Marchini – e il 99,9 per cento non ha mai avuto ruoli politici. Ad oggi le persone che formalmente hanno manifestato un appoggio al nostro progetto sono Elena Improta del Pd, donna straordinaria, politica corretta e onesta, Onorato, 30enne che non vedo dove abbia fatto in passato grande male a questo Paese. L'altro è Cianciulli, una persona giovane che arriva dal Pdl e che mi ha affascinato per la sua passione e conoscenza del Tevere. Aspetti di leggere la lista comunale, compresa la capolista. Quando la vedrà, capirà quello che dico». 

«Cosa diversa – ha proseguito Marchini – è accusare aprioristicamente tutti coloro i quali hanno avuto in passato degli incarichi. Ci sono delle persone che hanno avuto una passione politica e sono rispettabilissime e le ascolto come ho sempre fatto con chiunque nella mia vita. Sono amico di moltissimi politici, grandi, vecchi e giovani e non ce n'è uno che possa aver detto che gli ho chiesto mai una cortesia. Se avessi voluto fare un'operazione diversa l'avrei fatta all'inizio, con i partiti, dentro i partiti. Che poi ci siano, come legittimo, delle persone che tentano di trovare rifugio, è normale e comprensibile. Sta a noi dire sì e no sempre con grande rispetto».

E sui sondaggi il candidato sindaco è netto: «Non darei troppo spazio ai sondaggi anche perchè mi dicono i sondaggisti che c'è una tale disaffezione da parte dei romani che spesso neanche rispondono. Roma è una città diversa. Il romano non si fa abbindolare, ha una capacità di valutazione. Sono sereno e concentrato a fare le cose migliori possibili e dare sempre risposte concrete e pratiche. La vera grande priorità e il dovere morale che sento è ridare una speranza di occupazione a una città che sta molto peggio di quanto ci vogliono raccontare».