Roma, disastro viabilità

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Quello che i romani già “sospettavano” è stato confermato nero su bianco: la mobilità pubblica nella capitale non soddisfa le necessità dei viaggiatori. Una bocciatura netta e su più fronti appare, infatti, chiara leggendo i dati del rapporto “La mobilità a Roma, tra esperienza e utopia” stilato dall’Istituto Eures Ricerche Economiche e Sociali.

Stroncata dal 70,5 per cento del campione l’offerta del trasporto pubblico urbano su gomma e dal 68,3 per cento quella extraurbana. Un giudizio solo poco meno negativo è stato formulato sulla dotazione di linee metropolitane (inadeguata per il 60,5% dei cittadini) e sul servizo taxi, considerato positivamente dal 50,8 per cento degli intervistati.

Del tutto non soddisfacenti le infrastrutture per la mobilità: piste ciclabili e parcheggi risultano per i romani i grandi assenti. E i trasporti pubblici di Roma escono sconfitti anche in confronto all’offerte delle altre città italiane e delle maggiori capitali europee. A Roma, infatti, l’indice relativo all’offerta di autobus risulta pari a 174 km ogni 100 Km² di superficie comunale a fronte di 546 a Torino, di 505 a Firenze e di 355 a Napoli (Istat 2010); la disponibilità di autobus per 10 mila abitanti (pari a 9,5) colloca inoltre la capitale al penultimo posto tra le aree metropolitane, così come avviene per la frequenza delle fermate di bus, tram e filobus per Km²: 6,7 a Roma, contro le 29 di Torino, le 26 di Bari e le oltre 20 di Firenze, Napoli e Milano.

Nonostante le carenze segnalate, Roma nel 2011 registra il terzo valore più alto di passeggeri annui trasportati dai mezzi di trasporto pubblico per abitante (528), preceduta da Milano (699) e Venezia (673). Tra le grandi città europee, la capitale risulta con la più bassa dotazione di linee metropolitane (2 linee, 51 stazioni e 41,5 Km percorsi), a fronte del valore più elevato a Londra (13 linee che percorrono 460 Km e fermano in 382 stazioni), seguita da Madrid (279 Km e 232 stazioni) e Parigi (217 Km e 300 stazioni). Anche per il trasporto su gomma, con 3.500 Km percorsi dai 2.450 bus circolanti, Roma si colloca in fondo alla graduatoria delle capitali europee, con scarti significativi nel confronto con l’offerta di Berlino (30 mila Km), Madrid (26 mila Km) e Parigi (25 mila Km). Inferiore soltanto il dato di Bruxelles (684 Km percorsi), la cui dimensione è tuttavia 10 volte inferiore a quella Capitolina.

A fronte di un’offerta pubblica ancora distante dagli standard europei, Roma si distingue per un costo del biglietto decisamente più contenuto. Di fronte a questo scenario non stupisce che i cittadini decidano di usare la vettura privata per andare a lavoro. A fronte di circa 1,5 milioni di residenti e pendolari che ogni giorno si spostano in città, sono 700mila i cittadini che si muovono in auto. Numeri preoccupanti se si confrontano con la qualità dell’offerta delle strade a scorrimento veloce (inadeguate per il 61,5 per cento). E con i numeri di decessi e feriti per incidenti stradali. Con oltre 18mila sinistri, 24,2mila feriti e 186 decessi nel 2011, Roma ottiene un altro primato negativo tra le aree metropolitane, precedendo Milano (11,6 mila incidenti, con 15,6 mila feriti e 53 decessi) e, con numeri decisamente inferiori, Genova (4,6 mila incidenti, 5,8 mila feriti e 21 decessi).

Alto anche il numero di vittime tra i pedoni: 44 morti, pari a 1 ogni 8 giorni. Dal rapporto, inoltre, emrge che sono 14 i giorni di vita all’anno consumati negli spostamenti casa-lavoro per gran parte dei cittadini di Roma. Ventidue tra i pendolari. Per quanto riguarda il mezzo di trasporto utilizzato, sono i cittadini che si spostano in motociclo a impiegare il tempo inferiore (46 minuti al giorno), seguiti da quanti si spostano in automobile (71), da quanti utilizzano l’autobus urbano o la metro (80 minuti giornalieri) e da quanti utilizzano autobus extraurbani (150 minuti) o treni (167).Il dossier, infine, ha tracciato anche un identikit del pendolare tipo: sono giovani e donne i maggiori utilizzatori del trasporto pubblico.

L’indagine Eures rivela come il tema della mobilità sia tra le prorità di governo della città. «C’è bisogno di un cambiamento radicale partendo dalla cura del ferro, dal rafforzamento della mobilità sostenibile e dal potenziamento della rete ciclabile», ha dichiarato il candidato sindaco di Roma Ignazio Marino. «In Atac sono stati assunti amministrativi al posto di macchinisti, autisti e operatori di stazione. Uno scandalo che i romani pagano per ben due volte: prima con il costo di personale inutile, poi con un servizio inefficiente. Ora basta. Serve un’amministrazione capace e l’unico modo per selezionare il personale di un’azienda pubblica deve essere il concorso», ha detto Alessandro Onorato, candidato al Consiglio comunale di Roma con la lista “per Alfio Marchini sindaco”.

Elena Amadori