Lazio, lotta per la casa: intesa in Regione

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Alla fine lo tsunami tour dei movimenti per la casa si è concluso, pare, in maniera trionfale. Bypassato il Comune guidato da Alemanno, che non ha mai mostrato particolare attenzione alle richieste dei movimenti, le prime risposte in seguito all'ondata di occupazioni dello scorso 6 aprile sono arrivate dalla Regione Lazio.

Si respira aria di festa sin dalle prime ore del mattino in via Capitan Bavastro, dove ieri, in concomitanza con il tavolo fra Regione e movimenti, Action, Coc, Coordinamento, Bpm e Asia Usb hanno portato in strada a manifestare centinaia di persone. Fra canti, balli e cori, i manifestanti chiedono il blocco degli sfratti (6686 nel 2011 solo a Roma, l'80% dei quali per morosità) e 5mila alloggi da destinare subito all'emergenza. «Non si può pagare mille euro al mese, per questo le case ce le siamo prese », scandiscono in maniera ritmata. Ma in piazza c'è anche tensione. Il timore è che un fallimento del tavolo possa dare il via agli sgomberi dei 10 palazzi occupati lo scorso 6 aprile, la sensazione è quella di essere al giro di boa. «Non siamo terroristi», sottolineano i manifestanti che vogliono rispondere alle accuse lanciate negli ultimi giorni dal quotidiano di proprietà di Caltagirone, 'Il Messaggero'. «Venti euro al giorno per stare nelle occupazioni? E secondo te io sarei andata a occupare o avrei preso un monolocale in affitto?», ci dice una signora.

Una delegazione di 40 persone circa sale agli uffici della Regione per incontrare il neoassessore alla Casa Fabio Refrigeri: inquilini degli enti previdenziali sfrattati per morosità a causa di aumenti spropositati dei canoni, esponenti dei comitati, donne e uomini in situazione di emergenza. Al tavolo, per la seconda volta, non si presenta il governatore Zingaretti, e la cosa indispettisce non poco i movimenti, almeno inizialmente. «Zingaretti è venuto in campagna elettorale all'occupazione di viale delle Province per confrontarsi con noi. – spiega Luciano Iallongo dei Blocchi Precari Metropolitani – Si parlò di emergenza abitativa, blocco degli sfratti, fondi per le case popolari, acquisizione degli immobili inutilizzati. Lui si mostrò molto sensibile, e visto che ha vinto le elezioni abbiamo aperto un tavolo. Ma vogliamo parlare direttamente con lui».

In realtà Zingaretti, seppure non si è presentato, è stato costantemente in contatto telefonico con l'assessore Refrigeri, e già in mattinata aveva telefonato al Prefetto di Roma per chiedergli una moratoria sugli sfratti nella capitale. «Con questo provvedimento, insieme ad altri che la Regione sta predisponendo, verrà affrontato in maniera risoluta il problema dell'emergenza abitativa che in questi anni sta dilaniando il tessuto sociale romano, e con esso anche la questione delle occupazioni abusive delle case sfitte, una metodologia di lotta sociale che noi condanniamo fermamente perchè fuori dalla legalità», recita una nota della Regione Lazio. Neanche il tempo di diramare la nota che arriva, a fare eco alle parole del Governatore, il sindaco Alemanno: «E' una richiesta che noi già abbiamo fatto varie volte e quindi ci associamo assolutamente perchè ci possa essere una moratoria rispetto agli sfratti», ha dichiarato il sindaco a margine dell'inaugurazione del nodo Termini.

Ad attaccare Alemanno ci ha pensato invece Marco Vincenzi, capogruppo Pd in Regione: «E' sconcertante l'atteggiamento defilato dell'amministrazione Alemanno, principale responsabile di questa situazione, visto che nei cinque anni di governo non è stata in grado di avviare una concreta politica per la casa». E alla fine di una lunghissima mattinata, quando i delegati dei movimenti scendono dai piani alti dell'assessorato regionale alla Casa, in via Capitan Bavastro è festa. Perchè non c'è solo la telefonata di Zingaretti al prefetto, l'assessore ha preso due impegni precisi: una verifica con gli uffici legislativi della Regione sui poteri che ha l'ente per bloccare sfratti, sgomberi e pignoramenti, e un emendamento al bilancio che sblocchi risorse per un piano che affronti subito l'emergenza abitativa.

«E' quello che chiedevamo, siamo molto soddisfatti. – spiega Paolo Armillotta di Action – C'è un clima di festa, ma ora aspettiamo che le promesse vengano mantenute». Una cosa è certa: il buon esito del tavolo è quasi una garanzia contro gli sgomberi, ma la mobilitazione continua. Così come i picchetti antisfratto e antisgombero: «Ci puo' sempre essere una reazione dei costruttori», temono in molti. 

Davide Lombardi