Lazio, disoccupazione giovanile al 40 per cento

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La crisi rende necessaria una più stretta interlocuzione con le istituzioni e in particolare con la Regione Lazio. Nel suo intervento il segretario regionale Tommaso Ausili, aprendo l’undicesimo convegno della Cisl del Lazio non ha nascosto le difficoltà di una crisi ancora in cerca di soluzioni. E di una Regione Lazio che esce da troppi anni di conti messi male, come ha spiegato lo stesso Ausili.

«E’ una regione costretta a pagare, per i prossimi venticinque anni, circa un miliardo di euro di rata annuale – ha detto Ausili – dove l’evasione fiscale è stimata tra i 10 e i 12 miliardi di euro, dove la spesa corrente, di fatto, assorbe la quasi totalità delle risorse disponibili, a tutto detrimento di nuovi investimenti che, fino al 2014, non potranno superare la soglia di 300 milioni di euro/anno». A bloccare lo sviluppo dell’economia regionale sono anche le imposte , con la pressione fiscale diretta e indiretta posiziona il Lazio tra le aree più tassate d’Italia «E’ una Regione – ha proseguito Ausili – E’ una regione avvitata in una spirale negativa, fatta di debiti verso le imprese, di chiusure e/o di fallimenti aziendali, di perdita di posti di lavoro e di conseguente diminuzione di entrate per Irap e Irpef».

Il quadro economico parla della necessità di un’inversione di marcia da parte di tutti: se la disoccupazione complessiva è arrivata al 12,6% nel 4° trimestre 2012 sono più di 324 mila le persone in cerca di occupazione nella prima parte del 2013, mentre altre 90mila si trovano in mobilità. La disoccupazione giovanile tocca il 40% è a quota 90 milioni nel 2012. I consumi vanno a picco e le imprese boccheggiano, eccetto quelle in grado di vendere all’estero, mentre a fine scade la proroga degli ammortizzatori in deroga. La paura che non ci siano le risorse per reagire è forte. Secondo Ausili «la nostra è una Regione che presenta un bilancio ingessato a causa del disavanzo (siamo a oltre 11,7 miliardi) e di un debito di oltre 11,3 miliardi di euro».

Una verità ben nota alla Amministrazione regionale, ieri presente alla prima giornata del congresso con il vicepresidente Massimiliano Smeriglio che ha assicurato che la Regione sarà una «istituzione ricettiva e aperta al dialogo, a maggior ragione con chi, come i sindacati, svolge una importante funzione di mediazione sociale. Il confronto e la concertazione saranno al centro del nostro modus operandi. Questo sarà un importante segno di discontinuità con il passato ». Ma la Regione non deve diventare, soprattutto nel tempo della crisi, il luogo dell’assistenzialismo. In questo senso Smeriglio ha voluto ricordare che «c'è bisogno di politiche attive sul fronte del lavoro. Per questo motivo verranno individuati specifici investimenti finanziabili con fondi comunitari che favoriscano l'occupazione, ma anche strumenti di sostegno al reddito e allo start up d' impresa trasformando la ricerca e l' innovazione in vettori capaci di prefigurare nuove porzioni di mercato». Una prospettiva in cui molti cittadini e imprenditori confidano.