Rifiuti, pace fatta tra Roma e Frosinone

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Tra Roma e Frosinone scoppia finalmente la pace sul fronte dell'emergenza rifiuti. Ieri nel tavolo convocato in Regione sono stati messi finalmente i puntini sulle "I" sulle modalità di trasferimento e i tempi.

«Abbiamo istituito un comitato tecnico che verificherà la durata e le modalità di smaltimento dei rifiuti che da Roma vanno al tmb di Colfelice – dice l'assessore della Regione Lazio ai Rifiuti, Michele Civita – con l'obiettivo se possibile di ridurre i tempi e i quantitativi di rifiuti, con la disponibilità di tutti di fare una verifica sulla qualità dell'impianto».

Al tavolo hanno preso parte anche il segretario generale del ministero dell'Ambiente, Antonio Agostini, una rappresentanza dei sindaci della provincia di Frosinone (a cominciare da quello di Colfelice, Bernardo Donfrancesco, quello di San Giovanni Incarico, Antonio Salvati), il commissario della Provincia di Frosinone, Patrizi, e il presidente della Saf, Cesare Fardelli. «Pertanto – ha aggiunto Civita – chiederemo ad Arpa di verificare con noi. Gli uffici tecnici della Regione monitoreranno e renderanno pubblici tutti i dati».

L'assessore ha poi fatto sapere che al tavolo si è iniziato con i sindaci a ragionare sul futuro, sulla necessità «che bisogna innovare la gestione dei rifiuti e che bisogna utilizzare al massimo le risorse che esistono: la Provincia di Frosinone ha a disposizione 16 milioni per la raccolta differenziata porta a porta – ha aggiunto – che è la priorità su cui lavorare e noi siamo disponibili a verificare con loro l'adeguamento del piano rifiuti che va fatto a dicembre sia tutte le altre emergenze ambientali, come il tema della discarica di Cerreto. Per noi – ha proseguito Civita- è difficile chiedere al ministro o al commissario di ritirare l'ordinanza, visto che noi stessi per evitare l'emergenza rifiuti di Roma ci siamo rivolti ad altre regioni. I cittadini devono essere consapevoli che noi insieme ai Comuni vigileremo su quantità e durata, non si può andare oltre il tempo previsto e anzi bisogna mettere in campo tutte le iniziative per ridurre il tempo e i quantitativi». Perché questo accada «bisogna che tutti gli impianti di Roma entrino in funzione a pieno regime, che la raccolta differenziata vada avanti come previsto dal patto per Roma e quindi l'emergenza romana riduca la quantità dei rifiuti che non riesce a trattare e questo aiuterà tutti i territori».

Garanzie sul fatto che i camion dell'Ama non vengano bloccati? «Anche i cittadini e sindaci contrari siano persone ragionevoli – ha concluso Civita – auspico si possano affrontare i problemi in un clima più sereno, c'è la nostra disponibilità a trovare soluzioni ai problemi insieme alle popolazioni. Inoltre l'Ama non deve lasciare a Colfelice nemmeno uno spillo e deve preoccuparsi del recupero e dello smaltimento dei materiali trattati a Colfelice, anche su questo saremo rigorosissimi ». Soddisfazione anche dai delegati del frusinate. «I rifiuti di Roma non dovevano arrivare a Frosinone ma oggi abbiamo fatto un importante passo avanti – dice il commissario della Provincia di Frosinone, Giuseppe Patrizi, a margine della prima riunione. Cioè decidere che il tempo per il conferimento dei rifiuti è di 120 giorni e controlleremo che questo termine sia rispettato. Ma soprattutto il monitoraggio dal punto di vista sanitario». Nei prossimi giorni verrà istituita una commissione, che si incontrerà con cadenza settimanale e sarà composto dai sindaci di Roccasecca, Colfelice e San Giovanni in Carico, dal commissario della Provincia di Frosinone e dalle associazioni.

Sulla stessa linea anche il segretario generale del ministero dell'Ambiente, Antonio Agostini. «Si è registrato un clima molto costruttivo e finalmente l'azione che molto caparbiamente il ministro Corrado Clini ha avviato sta producendo i primi importanti risultati. Attraverso questo tavolo abbiamo dato la disponibilità a valutare la possibilità graduale di rivedere tempi e quantità dei conferimenti a Colfelice. Gli sforzi messi in atto dal commissario e dagli altri enti per il potenziamento del funzionamento e delle capacità impiantistiche nell'ato di Roma- ha concluso Agostini- potranno favorire una strategia di uscita dal problema dell'emergenza e quindi potere tendere a un ripensamento dei tempi e dei quantitativi del conferimento, e quindi ricondursi a un'autosufficienza di ambito territoriale e non piu' regionale. Il ministro Clini ha voluto evitare proroghe, anche Perché a giorni ci sarà il vertice a Dublino del Consiglio dei ministri dell'Ambiente e li' possa dare rassicurazioni in merito al fatto che a Roma non ci saranno piu' rifiuti non trattati" ha aggiunto Agostini a margine della prima riunione del tavolo tecnico istituito in Regione sulla questione dell'invio dei rifiuti di Roma a Colfelice».