Usura, nel 2012 a Roma 412 richieste di aiuto

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Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalita' della Regione Lazio negli ultimi cinque anni sono stati 194 i casi di usura denunciati nel Lazio, il 63,4 per cento dei quali nella provincia di Roma. La mera analisi dei numeri può però produrre una sottostima del fenomeno. Il timore da parte dell'usurato di possibili ritorsioni, ma anche per un sentimento di vergogna nei confronti della famiglia e della collettività porta la vittima a non sporgere denuncia. Questi i dati emersi nel convegno «Usura: flagello umano, economico e sociale», organizzato dall’Associazione Civiltà Progresso Europa, che si è svolto ieri nell'aula consigliare del Municipio XIII. «I numeri in possesso per l’usura – ha spiegato Rosario Vitarelli, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio – possono produrre una sottostima del fenomeno. Sopratutto in questa fase congiunturale bisogna valutare il potenziamento della criminalità organizzata, sotto il profilo economico finanziario, nella nostra regione.

Ciò si desume, sia dal maggior numero di confische dei beni, soprattutto nella capitale e nel centro storico, sia da un aumento dei sequestri delle sostanze stupefacenti che hanno portato il Lazio al primato nazionale per il sequestro di hashish. Stupefacenti acquistati con dei capitali in contanti che hanno la necessità di essere riciclati. Questo è il punto che ci deve far percepire l'importanza di una lotta all'usura molto più agguerrita e coesa da parte delle istituzioni. Attraverso la prevenzione, incrementando il finanziamento alle associazioni e alle istituzioni che si occupano del fenomeno sul territorio, e attraverso una lotta più mirata alla criminalità organizzata».

Sono stati 412 i romani, 48 per cento donne e 52 uomini, che si sono rivolti nel 2012 agli sportelli informativi per la prevenzione dell'usura e del sovraindebitamento di Roma Capitale. L’affluenza maggiore è stata registrata nel XVII Municipio 104 richieste, a Trastevere 84, nel X municipio 70 e ad Ostia 62. «L’amministrazione – ha sottolineato Davide Bordoni, assessore alle Attività Produttive e al Litorale di Roma Capitale – ha cercato di promuovere soprattutto attività di informazione anche attraverso il coinvolgimento delle scuole sull'uso responsabile del denaro. I dati riferiti dagli uffici, legati ai casi d’indebitamento, sono da attribuire ad una scarsa capacità di regolare i propri consumi spesso legati alla volontà di aderire a modelli di vita più alti, ma spesso sono dovuti a eventi non previsti come la diminuzione dello stipendio, la separazione, la malattia. L'attività di Roma Capitale è soprattutto di informazione e formazione. Molto spesso il diniego di un finanziamento costringe poi queste persone a trovare scorciatoie. Bisogna far capire che c’è la possibilità di affidarsi a consorzi fidi garantiti, a centri anti usura che per legge possono accedere anche a dei finanziamenti. C’è poi il sistema del riciclaggio legato al commercio – ha proseguito

– in particolare nei ristoranti, negozi di abbigliamento, concessionarie auto e punti vendita in franchising di noleggio film. Per questo è stato fatto un protocollo d’intesa con la Prefettura, per segnalare anomalie come frequenti volture delle utenze».«Ogni anno – ha detto Antonio Anile, di Sos Impresa – il nostro numero verde riceve 4mila telefonate d'aiuto. Il 25 per cento sono di Roma. Nel 40 per cento dei casi sono persone alle quali le banche hanno chiuso i conti. Il rimanente 70 per cento si divide equamente tra chi ha un tenore di vita che non si può permettere in molti casi perchè ha perso il lavoro e chi ha problemi di salute o vizi del gioco. Negli ultimi tempi abbiamo notato un incremento del 15 per cento di richieste da parte delle donne, soprattutto separate e che non percepiscono gli alimenti dall'ex. La soluzione è ripristinare il credito bancario ». «Il miglior rappresentante dell’usuraio

– ha aggiunto Italo Santarelli, presidente Airp – è l'inefficienza delle banche. La prevenzione e' l'unica arma per combattere l'usura, perchè quando una vittima arriva alla denuncia vuol dire che ha già perso tutto e ha davanti due strade: la denuncia o il suicidio». «Siamo coscienti di quanto sta accadendo – ha commentato il presidente del Municipio XIII, Giacomo Vizzani – della recessione che influenza e molto le famiglie oltre che le imprese e le aziende. La situazione è catastrofica ed è per questo che l’attività criminosa riesce a trovare più spazio per quello che è il crimine più abietto: l’usura. Speculando sulle difficoltà delle persone. Ben vengano iniziative come questa e, per quanto ci riguarda, faremo la nostra parte rendendoci disponibili per nuove ulteriori situazioni come questa ».