Roma, chiude il Consiglio comunale. Al via la campagna elettorale

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Era durata sino alle 5 e 15 di ieri mattina la seduta in Consiglio di Roma Capitale iniziata nel pomeriggio del giorno precedente. Intanto nella notte venivano approvate le delibere relative ai cosiddetti toponimi che, fuori dal gergo burocratico, sono i piani di recupero dei nuclei di edilizia ex abusivi.

Circa 17 misure di incontestabile interesse urbanistico che sono passate senza grande discussione. Mentre fra continui battibecchi di rito la seduta proseguiva, la sala dell’aula Giulio Cesare andava infittendosi con la presenza di vari comitati e associazioni di cittadini preoccupati per quella che ormai veniva definita dalla stampa “la notte del cemento” o della cementificazione. Fra le delibere in discussione a tarda serata ieri quella relativa alla destinazione delle rimesse Atac ormai in disuso, alcune delle quali allocate in aree di grande pregio.

Nel frattempo, sempre nel primo mattino di ieri, si accendeva una “interessantissima” discussione sugli orari per la convocazione della successiva seduta pomeridiana: l’opposizione la voleva alle 16 e la maggioranza alle 12. Ci si accordava per le 14 con l’apprezzabile risultato che alle 15 di ieri i lavori d’aula non erano ancora iniziati. Foltissima invece sin dal primo pomeriggio la partecipazione del pubblico, garantita in aula dal laboratorio Carteinregola, a cui fa riferimento un centinaio di comitati. No a Roma Capitale del cemento, CO.CO.ME.RO. (Confederazione Comitati Metropolitani Roma) C.A.L.M.A. (Comitati e Associazioni Lazio per la Mobilità Alternativa), Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, più vari comitati di quartiere.

Fatto sta che in perfetto orario (si fa per dire) alle 15.35 arrivano trafelati gli ultimi consiglieri. La campanella del presidente Pomarici suona incessantemente, protestano per il ritardo i consiglieri di opposizione e il pubblico. Finalmente la maggioranza ha i numeri e le danze possono cominciare. Ma subito dopo il parterre dell’aula si agita perché un gruppo di genitori aderenti all'Osservatorio mense scolastiche tenta di srotolare uno striscione con su scritto «No al bando delle mense» ma vengono bloccati dalla vigilanza. Poi si continua a votare sui numerosi ordini del giorno presentati dal consigliere Athos De Luca in merito alla delibera che riguarda Lucrezia Romana.

L’area del X Municipio, collocata sull’asse Via Tuscolana – Via Anagnina Osteria del Curato è luogo di sosta e di scambio a metà tra Roma e i Castelli. Ma il piatto forte è la famosa delibera Cam sui mercati, già emendata rispetto alla originaria formulazione, e sulla quale ieri è apparso particolarmente combattivo il consigliere Orsi. Alzetta di Action insieme a De Luca ha presentato oltre 5000 ordini del giorno. C’è stato di che discutere, ma noi alle 20,30 dobbiamo chiudere la nostra cronaca lasciando ai lettori la soddisfazione di apprendere i risultati di tanto defatigante lavoro su altri media.

Intanto Alemanno si appresta ad oliare la macchina delle approvazioni di giunta. «Sino all’ultimo giorno prima delle elezioni » avrebbe detto. E il Consiglio si scioglie senza il rimpianto dei cittadini.

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