Rifiuti, accordo fra le Regioni: chiude Malagrotta

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L'emergenza è stata superata. Adesso possiamo dirlo. Sì, perchè mercoledì pomeriggio, giorno dell'accordo fra Ama e Comune per l'utilizzo dell'impianto di Malagrotta 2 per il trattamento dei rifiuti in eccedenza, ancora non erano chiare le capacità di utilizzo di tutti i Tmb (trattamento meccanico biologico) esistenti sul suolo regionale. C'è ancora una requisitoria in corso al Tar, chiamato nei prossimi giorni a dare un giudizio sui numeri del decreto bis "Clini". E poi c'è la questione dello smaltimento vero e proprio, complicata ora più cha mai dalla riduzione delle discariche e dallo stop del Consiglio di Stato all'inceneritore di Albano. A togliere però definitivamente le castagne dal fuoco alla capitale e alla sua Amministrazione ci ha pensato un accordo fra le Regioni stipulato oggi. I presidenti di Toscana e Abruzzo hanno dato ieri disponibilità in conferenza delle Regioni alla ricezione di 300-350 tonnellate di immondizia romana. Il trasferimento sarà limitato nell'arco di un mese, tempo necessario al completamento del Tmb di Rocca Cencia. Che dovrebbe risolvere tutti i problemi.

«Voglio ringraziare i presidenti di Toscana e Abruzzo – ha detto ieri il presidente Zingaretti al termine dell'incontro – perchè hanno colto il valore di aiutare la capitale in un momento e su un tema così delicato. E ringrazio anche tutti gli amministratori e i cittadini degli impianti del Lazio che lavorando i rifiuti in arrivo dalla Capitale hanno salvato Roma dall'emergenza». Zingaretti ha aggiunto: «Procederemo agli accordi bilaterali tra le Regioni che dovrebbero mettere in sicurezza il sistema del ciclo dei rifiuti con il trattamento in una strategia in cui noi continuiamo a credere, e cioè che va rilanciato con forza un nuovo modello di gestione dei rifiuti che punti sulla differenziata».

Non sono mancate le polemiche contro l'atteggiamento delle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte, che hanno detto no alla richiesta di Roma. «L'Abruzzo è consapevole del fatto che tra le Regioni ci deve essere un vincolo di solidarietà, di assistenza reciproca. L'Abruzzo a suo tempo ne ha beneficiato, non sul tema dei rifiuti ma in termini di sanità, diamo la nostra disponibilità anche se costa un sacrificio». Così il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi. Sulla stessa linea anche il collega toscano Enrico Rossi. «Se c'è bisogno ci si da una mano, è un concetto così semplice che solo nel nord leghista non capiscono. Mi spiace che Maroni faccia dichiarazioni che siano fuori dal buon senso – dice il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine della conferenza delle Regioni. «Sarebbe gradito che se qualcuno non intende ragionare in termini di solidarietà interregionale, – ha aggiunto Rossi – tacesse invece di intervenire per sollevare gli animi».

Non cambiano idea i lumbard. «Ognuno si paga i suoi debiti, ognuno si smaltisce la sua monnezza. È un concetto semplice». Così l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, lasciando a chi gli chiedeva le motivazioni del no della Lega.

Soddisfatto invece Alemanno. Che pare però minimizzare i termini dell'intesa zingarettiana. «È un fatto positivo l’accordo raggiunto dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, con il presidente della Toscana, Enrico Rossi, e dell’Abruzzo, Gianni Chiodi – ha detto il sindaco. In questo modo abbiamo un’ulteriore valvola di sfogo per gestire i rifiuti tal quali della nostra città e della Regione. Non dovrebbe essere necessario – aggiunge Alemanno – perché con l’ordinanza firmata ieri (mercoledì ndr) siamo in grado di gestire tutti i rifiuti della regione, ma in ogni caso è opportuno avere una soluzione di riserva per un quantitativo limitato di 130 tonnellate al giorno.

Adesso la Regione Lazio e Roma Capitale possono lavorare insieme al commissario Sottile per trovare soluzioni definitive al problema dello smaltimento dei rifiuti di Roma – prosegue la nota – Da maggio funzioneranno gli impianti di tritovagliatura e separazione per il trattamento di tutti i rifiuti prodotti dalla città. Da giugno altri cinque municipi, per un totale di 400 mila abitanti, daranno il via alla raccolta differenziata porta a porta che dovrebbe raggiungere la percentuale del 40% dei rifiuti di Roma. Possiamo dire che con l’ordinanza di ieri e l’accordo tra le Regioni di oggi, Roma e il Lazio hanno superato il passaggio più difficile. Da adesso tutto dovrebbe essere progressivamente più semplice».

Carmine Seta