Soldi in cambio di voti, i Cinque Stelle scaricano tutto sul Pd

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Corregge il tiro il Movimento 5 Stelle di Roma dopo le accuse lanciate dal candidato sindaco, Marcello De Vito, sulla compravendita di voti dei Rom alle primarie del centro sinistra vinte da Marino. Il post pubblicato su Facebook da De Vito in cui compariva la scritta "10 euro ai rom per votare alle primarie", ieri non appariva più sul profilo ufficiale del candidato.

Era stata l’associazione 21 luglio, che raggruppa numerose cooperative sociali, a chiedere espressamente al De Vito di rimuovere il messaggio. La posizione del Movimento 5 Stelle di Roma veniva successivamente precisata in un comunicato, sempre a firma di De Vito, pubblicato sul blog ufficiale di Beppe Grillo. «Le urne – scriveva – non si erano chiuse quando Cristiana Alicata, della direzione regionale del Pd Lazio ha lanciato l’allarme per la insolita e massiccia presenza dei nomadi ai seggi per eleggere il candidato sindaco dei Pd, lasciando intendere che qualcuno dei concorrenti alla poltrona del Campidoglio potesse essere ricorso al voto di scambio». «Intanto – prosegue la nota- nei pressi di Tor Bella Monaca simpatizzanti del Pd accusavano altri simpatizzanti dello stesso partito di avere portato a votare con i pullman una moltitudine di cittadini rumeni».

Scaricata tutta la responsabilità sul Pd e le sue polemiche interne resta il fatto che la comunità di via Candoni si era ribellata alle dichiarazioni ritenute infamanti e aveva deciso di denunciare alla Procura i due esponenti per diffamazione e istigazione all'odio razziale. «Abbiamo sempre preso parte attivamente alla politica del territorio come tutti i rappresentanti delle forze politiche, dell’associazionismo e dei movimenti locali possono testimoniare, cosa dimostrata anche dal fatto che in ogni tornata elettorale i futuri candidati hanno organizzato iniziative politiche ed elettorali in questo campo sui temi dell'immigrazione e dell'inclusione sociale» denunciava ieri la comunità nomade. Ricordando la sua opposizione al piano Nomadi di Alemanno a partire dalla Campagna contro le impronte digitali ai minori.

Non è noto se la denuncia sia stata ritirata, è certo invece che la vicesindaco Sveva Belviso, ha presentato ieri alla Procura il suo di esposto corredato dagli articoli stampa e dalle esternazioni su Facebook dei due. «Inviterei uno che fa il candidato sindaco a essere responsabile – commentava la vicesindaco – Qui non stiamo giocando, qui si lavora. Quindi dovrà assumersi le sue responsabilità, anche davanti ai magistrati se la procura lo riterrà necessario, ai quali dovrà spiegare su quali prove si basano le sue affermazioni».

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