Roma, Rush finale in Campidoglio per le \’\’delibere del cemento\’\’

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L’sms inviato dal capogruppo Gramazio alle truppe cammellate di Alemanno ha fatto nel frattempo il giro del mondo, tanto che di fronte a questa vera e propria precettazione il consigliere del Pd Athos De Luca parla di golpe «in violazione dell’articolo 27 del Regolamento che prevede che la durata della seduta consiliare non può superare 7 ore, salvo scadenze di legge, che nel caso delle delibere urbanistiche, portate all’ordine dei lavori, non sussistono».

Denuncia nobile negli intenti se non fosse che odg e tempi delle sedute dovrebbero essere concordati nel corso delle riunioni di tutti i capigruppo, ma proprio tutti, opposizione compresa. Ma il battagliero consigliere Pd fa sapere che la tattica della “guerriglia” condotta dal presidente Pomarici, coadiuvato dal capogruppo Gramazio, consiste nell’aver inserito all’ordine dei lavori oltre 50 delibere.

Poi al momento opportuno con una inversione dell’odg votata in aula, la maggioranza può chiamare improvvisamente qualsiasi delibera a prescindere dall’ordine cronologico, sperando di trovare impreparati i consiglieri. Ad esempio un provvedimento che doveva essere al 30° posto potrebbe essere chiamato al voto per primo e via votando. In sostanza si è creato uno spropositato ordine dei lavori per approvare a sorpresa e furbescamente qualche delibera, magari fra le più contestate. Ancora più diabolico il marchingegno d’aula del ricorso alla seconda convocazione (trucchetto abusato in tutti questi anni) con il quale bastano 20 consiglieri per ottenere il numero legale e far passare le delibere con pochi voti. Chiariti i perversi meccanismi procedurali passiamo alla cronaca del cruciale pomeriggio precisando che secondo voci ricorrenti Alemanno sarebbe pronto a far passare come delibere di Giunta quelle non approvate dal Consiglio «sino al giorno prima del ballottaggio» avrebbe affermato.

La seduta prendeva avvio alle 17 con la presenza non incoraggiante di circa 36 consiglieri fra maggioranza e opposizione. Numero non entusiasmante ma sufficiente a dare il via alla seduta. Subito un battibecco fra De Luca che polemizzava sull’sms di Gramazio e il presidente dell’assemblea Pomarici, il quale chiedeva un atteggiamento collaborativo della opposizione per approvare le delibere urbanistiche «fatte per migliorare la città». Ma ormai era chiara la volontà della maggioranza di procedere “coraggiosamente” ad oltranza sino all’alba fra scaramucce, colpi di mano della opposizione e schiamazzi che hanno reso infuocato il clima in aula. Resta il fatto che l'opposizione avrebbe avuto i numeri per tentare di bloccare la proposta di tour de force notturno ma al momento in cui scriviamo non l'ha fatto.

Oggi i giochi in Consiglio si chiuderanno e la palla passerà al sindaco che in vista delle elezioni non esiterà a far passare tutto quanto il Consiglio e la sua maggioranza friabile non sono riusciti a concludere in questo ultimo anno. Ma anche molti consiglieri debbono passare all’incasso di quanto promesso ai loro sponsor. E quindi non sono esclusi clamorosi colpi di mano. Dopo di che tutti a casa a pensare al proprio futuro politico, che per molti della maggioranza non sarà roseo, soprattutto se Alemanno non dovesse arrivare nemmeno al ballottaggio. Sic transit gloria mundi, ma di gloria questo Consiglio di Roma Capitale ne tramanderà ben poca. Amen.

Giuliano Longo