Regione Lazio, Zingaretti: «Proporrò di chiudere l’Asp»

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Fra gli atti più significativi che il presidente Nicola Zingaretti intende adottare per il risanamento finanziario e funzionale della Regione Lazio, vi sarà molto probabilmente quello della abolizione dell'Asp, l’agenzia di salute pubblica regionale.

Il governatore in una nota precisava ieri che il bilancio per i tempi stretti disponibili è in parte condizionato dalle scelte della passata gestione Polverini, ma già in giugno si ipotizza una variazione di bilancio che segni una netta svolta. In questa prospettiva rientra la razionalizzazione delle aziende regionali fra le quali l’Asp che verrà abolita ma le cui funzioni verranno (come si usa dire con un termine orribile) re-internalizzate nelle strutture della regione proprio per evitare di mettere il personale per strada. Questa scelta costituisce un bel segnale di riorganizzazione degli strumenti di governance del sistema sanitario regionale, e soprattutto consente di affrontare il tema dei costi che erano divenuti davvero esorbitanti.

I numeri parlano chiaro: 16 milioni di euro vertiginosamente superiori ai costi di strutture simili ad altre Regioni. L’Asp è quindi la prima scelta forte che Zingaretti intende operare. Per quanto riguardo la ricollocazione interna alla Regione del personale Zingaretti ha specificato: «Le funzioni che svolge in questo momento l'agenzia possono essere benissimo svolte all’interno dei dipartimenti, delle strutture commissariali e dell’assessorato. Sicuramente, una delle cose che andrà cambiata per modernizzare e rendere più efficace la sanità nel Lazio è la razionalità degli strumeni di governance, perchè troppi centri contribuiscono alla confusione che abbiamo trovato».

Probabilmente, in sede di approvazione del bilancio la giunta presenterà una proposta di legge per chiudere l'Asp così come è configurata attualmente e procedere dunque con l’internalizzazione delle funzioni più strategiche dell’agenzia, per esempio con una divisione dell’assessorato Sanità. Il risparmio stimato è di circa 8 milioni, fondi utili per essere reinvestiti sulla sanità territoriale. A breve il progetto sarà illustrato ai sindacati. Secondo i numeri in possesso della giunta, l’Asp costa 16 milioni l'anno, ha 38 dirigenti e 104 dipendenti.

Teresa Petrangolini,consigliera eletta nel listino di Zingaretti ha spiegato che «l’Asp assorbe 16 milioni di euro l’anno, con compensi e retribuzioni che sono molto al di sopra di quanto sia accettabile in un periodo di crisi in particolare». Inoltre le proposte di di razionalizzazione dell'Asp «sono una delle fonti dei problemi che viviamo oggi come cittadini del Lazio». Infatti è l’Asp ad aver proposto il modello di divisione territoriale e macroaree di reti e servizi terapeutici, che hanno privato di assistenza interi territori. In particolare nelle province di Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti. Ad esempio, continua Petrangolini, «la macroarea del San Camillo che arriva ai confini con la Campania prevede che per un grave incidente stradale a Minturno si debba andare al San Camillo, perchè solo lì per quella macroarea c’è il Dea di secondo livello.

Altro esempio, aver concentrato nella sola città di Roma i servizi di emodinamica per le malattie cardiocircolatorie ha creato cittadini di “serie A”, quelli romani, e di “serie B”, quelli della provincia». Sicuramente, conclude la consigliera, «ci sarà modo di valorizzare le professionalità presenti all'interno dell’Asp, mentre i fondi risparmiati saranno usati per la medicina territoriale, la vera emergenza di questa Regione». cinque