Emergenza rifiuti, arriva la soluzione in casa

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Alla fine la soluzione è arrivata “in casa”. Ma l'emergenza rifiuti è tutt'altro che superata. Oggi è stata emanata un'ordinanza sindacale per evitare che da domani l’immondizia resti in strada. A mezzanotte scade l'ultimatum dell'Ue per il conferimento dei “non trattati” nella discarica di Malagrotta. Questa mattina c'e' stato un vertice tra il commissario all'emergenza, Goffredo Sottile, il Comune di Roma, la Provincia, la Regione e l'Ama per decidere dove mandare quelle 1.000 tonnellate che dovrebbero essere trattate fuori regione, in attesa che il 21 aprile parta il tritovagliatore di Rocca Cencia.

Il provvedimento a firma di Alemanno autorizza per 30 giorni, «nelle more dell'entrata in funzione del tritovagliatore Colari, il trattamento tramite selezione, fino a 1000 tonnellate al giorno, dei rifiuti urbani indifferenziati negli impianti di TMB Malagrotta 2. L'ordinanza, inoltre, dispone che gli impianti Ama funzionino come centri di trasferimento dei rifiuti verso altri impianti autorizzati (Colfelice, Albano e Viterbo oltre a Malagrotta 1 e 2)». La possibilità di trasportare rifiuti non trattati al di fuori della Regione Lazio viene tenuta solo per un’eventualità residuale. Con questi due provvedimenti si eviterà che i rifiuti di Roma restino in strada, ma nel frattempo sarà ugualmente importante che a stretto giro si trovi un accordo tra il Lazio e le 'regioni riceventi' sia perchè non tutte le tonnellate eccedenti potrebbero essere trattate, sia perchè le frazioni che usciranno dalla tritovagliatura nel tmb di Malagrotta andranno fuori dal Lazio.

«L’ordinanza del sindaco Alemanno è da accogliere positivamente perché si muove nel solco delle indicazioni del Ministero dell’Ambiente che ha chiesto che venisse sfruttata pienamente la capacità di trattamento degli impianti presenti a Roma e nel Lazio. E’ questa la linea d’azione dettata dalle normative nazionali ed europee a cui mi sono sempre attenuto nei provvedimenti finalizzati a ricondurre a normalità il ciclo dei rifiuti romani e liberare la capitale dalla “schiavitù” delle discariche». Lo dice in una nota il ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

Che aggiunge: «Proseguirà parallelamente l’azione del presidente della Regione Zingaretti nella interlocuzione con le altre Regioni per individuare impianti disponibili a trattare le quantità eventualmente residue di rifiuti romani che non potranno più essere conferiti alla discarica di Malagrotta senza il preventivo trattamento meccanico biologico, così come prevede la legge e ci chiede l’Europa». Il commissario Goffredo Sottile si dice certo del fatto che la prima parte della chiusura di Malagrotta non manderà Roma in emergenza: «Il senso di responsabilità delle istituzioni è all'altezza della situazione e credo che c'è tutta la volontà e la competenza per risolvere questo genere di problemi» – dice.

Sul fronte discarica oggi il Tar ha discusso il ricorso delle associazioni contro l'autorizzazione del commissario per l'impianto di Monti dell'Ortaccio. La sentenza arriverà con molta probabilità domani pomeriggio. Nessun commento da Sottile. «Sulle discariche non posso rispondere perchè nei compiti che mi sono stati affidati a seguito del nuovo decreto del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, non ho la competenza diretta sulle discariche – ha detto nell'intervista a Rainews24 -. Al momento la devono individuare gli organi ordinari, cioè la Regione. Entro l'anno la raccolta differenziata dovrebbe arrivare al 40%, i rifiuti diminuiscono e pertanto non occorrono grandi discariche ma spazi più contenuti rispetto alle previsioni del passato, e soprattutto nella discarica non andrà il 'tal quale' ma il trattato che ha perso quasi tutte le caratteristiche negative».

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