Marino vince con il 50,7%

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Sono andati a votare in oltre centomila, per la precisione in 100.078 nonostante la prima domenica di bel tempo primaverile e con oltre il 50 per cento dei voti hanno eletto l’ormai ex senatore 58enne Ignazio Marino come candidato del centrosinistra a sindaco di Roma nei 300 gazebo sparsi nei quartieri . Un voto convinto per il cardiochirurgo che ha visto anche il sostegno di Sinistra e Libertà e che ha lasciato un po’ colpito chi da mesi aveva intrapreso il cammino verso la competizione di domenica.

Nel pomeriggio Marino ha ringraziato i suoi elettori e i sostenitori e ha delineato i suoi impegni e le sue linee d’azione in vista delle elezioni del 27 maggio. «Metterò in squadra il 50 per cento di donne» spiega «e vorrei il 10% della polizia municipale sulla bici perché diventerebbe innanzitutto un esempio». Anche per Marino l’imperativo sembra quello di cambiare radicalmente e la trasparenza è tra le priorità. «Voglio un percorso trasparente. Se c’è una carica da attribuire il metodo di lavoro che utilizzerà sarà attraverso l’invio dei curricula dai quali verranno scelti i migliori». E’ un momento di euforia per il vincitore e per il Partito democratico che insieme al suo candidato ora cercano di dribblare le polemiche e guardare alla sfida finale che si annuncia impegnativa: «Alemanno dice che sono un “marziano”. Se questo vuol dire lontanissimo dalla sua gestione del comune sì, sono un marziano», scherza il candidato, che non perde l’occasione per sistemare le cose anche a sinistra da dove alcuni lo hanno accusato di spostare il baricentro della coalizione “troppo” a sinistra. «Interessante questa lettura – ha affermato nel corso della conferenza stampa a Eataly – perchè io ho fatto il chierichetto, sono andato a scuola dai Fratelli cristiani e laureato all'università Cattolica. Sulla bioetica il mio interlocutore è stato il cardinal Martini. Noi mettiamo insieme dei progetti, delle idee e delle risorse».

Se domenica pomeriggio il primo a complimentarsi con Ignazio Marino era stato proprio il primo dei suoi avversari, David Sassoli, ieri l’europarlamentare ha definito il suo ruolo da qui alle elezioni e ha detto «voglio partecipare al programma, condividendo alcuni nostri punti che sono prioritari» e prendendosi anche il gusto di parlare di strategie: «E’ un fronte che ha bisogno di allargarsi – ha spiegato Sassoli – e a questo noi portiamo un contributo fondamentale. Ora è il momento delle decisioni: se creare un asse solo con Ingroia o se allargare il campo come uno su due elettori ha indicato». Dal canto suo Marino ha aperto all’aiuto degli altri cinque candidati: «Chiederò a tutti di aiutarmi con suggerimenti e consigli». E al di là di quella che sarà una dialettica destinata a continuare nelle prossime settimane ieri è stata la giornata della soddisfazione nel centrosinistra.

Per il segretario del Pd Roma Marco Miccoli «il successo delle Primarie e la bella affermazione di Ignazio Marino danno ragione a chi ha creduto nell’idea di “Roma Bene Comune”, soggetto politico in grado di aggregare molto più di ciò che rappresentano i partiti che l’hanno fondata. Gli elettori di centro-sinistra hanno promosso questa scelta; l’- hanno capita ed apprezzata: ce l’hanno dimostrato ieri, con una straordinaria partecipazione e con la richiesta di non archiviare l’esperienza dopo le primarie. E la vittoria di Marino è stata salutata positivamente anche da Massimiliano Smeriglio (Sel), vicepresidente della Regione: «Ha vinto la buona politica, l’idea che si può fare, la convinzione che mescolandoci, superando la dicotomia radicali- riformisti, è possibile realizzare l'alternativa di governo».

F.U.