Campidoglio, Alfio Marchini: «Serve una rivoluzione moderata»

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Il candidato civico al Campidoglio Alfio Marchini è intervenuto ieri a tutto campo nel corso di una intervista a radio Città Futura affermando che le primarie alle quali non ha partecipato «dovevano esser diverse, qui ha prevalso il discorso congressuale, è stato un confronto interno».

Rispetto alla vittoria di Marino ritiene sia una risposta che «sposta molto l’asse a sinistra» mentre oggi c’è bisogno di «una rivoluzione moderata». Parlando poi della sua campagna elettorale ha affermato che nel corso di questi due mesi ha incontrato tanta gente che gli ha ridato il gusto delle politica e gli ha fatto capire che occorre ripartire dai quartieri che non da demolire ma da riqualificare a misura di cittadino.

Dopo aver ribadito che trasferirà a Corviale una parte degli uffici del Sindaco, ha parlato della sua rivoluzione urbana «Piedi nel rione testa nel mondo» slogan della sua campagna. Così pensa ad un patto con i cittadini del quartiere che non si identifica con gli attuali municipi troppo grandi, dispersivi e senza alcuna identità, frutto della riperimetrazione democristiana per fini elettorali. Saranno poi gli stessi cittadini ad individuare un responsabile per ogni quartiere che dovrà verificare il livello di decoro e sicurezza, creando un rapporto con l’Ama, e il sindaco.

Nel caso degli asili nido è evidente che mancano i soldi, ma ci si può rivolgere condomini perché mettano a disposizione dei locali esenti da tasse (imu tarsu etc), mentre il Comune pagherà le utenze affidandone la gestione a cooperative sociali. Anche i programmi ecologici e di risparmio energetico (anche con biomasse, aree agricole non utilizzate) potranno venir finanziati autonomamente nell'ambito dei quartieri. Parlando di urbanistica ha precisato di aver ceduto le sue aziende per non avere conflitti di interesse e di essere fermamente contrario alla cementificazione. Marchini racconta di aver rinunciato a lauti guadagni come costruttore e di aver lavorato per 10 anni all'estero e quindi di non aver bisogno di fare affari in qualità di Sindaco di Roma. Ai costruttori dice «riconversione attività edilizia, recupero edilizio, valorizzazione del territorio, mentre occorre utilizzare i fondi europei per la ricostruzione di Roma».

Atac è ormai zeppa di personale amministrativo a causa di parentopoli, ma il dato più negativo è che solo il 28% di romani che utilizza i mezzi pubblici, mentre sui trasporti occorre ragionare in termini di flussi e non secondo il sistema radiale verso il centro. Marchini intende aggregare in un unico assessorato urbanistica e trasporti e propone la costituzione di una autorità che dovrà indicare le linee guida per ambiente, beni culturali, paesaggio, agricoltura. La sua campagna elettorale sarà contraddistinta da decine di tour, con accompagnamento musicale, nei rioni dove i cittadini potranno porgli domande e avere risposte in mezzora.