Sanità, San Camillo: occupato il Ditro

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«Abbiamo occupato il Ditro Dipartimento Infermieristico Tecnico Riabilitativo e Ostetrico». Lo ha spiegato ieri in una nota il Segretario Organizzativo della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici.

«I motivi sono stati ampiamente descritti nel corso della settimana – dice il sindacato in una sua nota – In sintesi denunciamo l’inefficienza del Ditro, ritenendolo un carrozzone che toglie risorse e personale all’assistenza dei malati e che costa ai contribuenti circa 3 milioni di euro l’anno, stigmatizza oggi le azioni clientelari che da questo provengono e che costituiscono motivo per ritenere che la struttura sia al servizio di pochi e non al servizio dell’Ospedale e della sua efficienza».

«Abbiamo deciso che occuperemo il Dipartimento tutte le mattine e, -conclude Dominici- se entro breve tempo il Direttore Generale del San Camillo Forlanini non ci riceverà per affrontare questo problema, perfezioneremo un presidio permanente h24». In un momento difficile come questo per la sanità un reparto come il Ditro può apparire come un peso per una struttura che soffre, come tutte, di mancanza di personale e situazioni di precariato. In realtà il Ditro dovrebbe essere un centro di eccellenza. Scorrendo infatti il sito del nosocomio romano si può leggere che il Dipartimento Infermieristico Tecnico Riabilitativo ed Ostetrico dell'Azienda ospedaliera romana San Camillo-Forlanini) si configurerebbe come uno strumento che aiuta la Direzione Aziendale «nell’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse. E' suddiviso al suo interno in varie componenti ognuna delle quali gode di autonomia gestionale. Rappresenta a tutt’oggi una delle realtà più avanzate di gestione del personale del comparto in sanità, nelle aziende sanitarie ed ospedaliere italiane». L’esperienza del Ditro è dunque interessante non solo nella realtà ospedaliera romana, ma anche a livello nazionale.

Secondo il San Camillo «il D.I.T.R.O. rappresenta una concreta realizzazione della gestione in autonomia come strumento attraverso il quale il personale del comparto dell’Azienda esercita le proprie responsabilità ». Ma in tempi di crisi e spending review ii sindacati non ci stanno e contestano la nomina dirigenziale del Dg Morrone, fatte a loro dire senza consultazioni, e «in deroga alle indicazioni regionali che ne avevano bloccato la possibilità».