Emergenza rifiuti, barricate a Frosinone

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I primi camion di immondizia sono arrivati da Roma a Frosinone questa mattina alle 8 e ad attenderli davanti ai cancelli della Saf di Colfelice c’erano alcune centinaia di persone tra cui sindaci del territorio e comitati di cittadini. Nell’impianto ciociaro il decreto ministeriale firmato da Clini e dal commissario all’emergenza rifiuti di Roma prevede lo smaltimento quotidiano di 400 tonnellate di rifiuti provenienti dalla capitale. I tre grossi camion sono stati fermati. I manifestanti con cartelli e striscioni hanno impedito l'accesso nell’impianto. Diversi i mezzi pesanti 'rimbalzati' tra cui anche qualcuno proveniente da comuni ciociari e del casertano. La protesta è stata presidiata da un cordone della polizia. Sul posto anche Vigili del Fuoco e volontari della Protezione civile.

«Noi da qui non ci spostiamo» – gridavano in coro i cittadini. «Ci opporremo oggi e anche domani al transito dei camion – spiegano i manifestanti – Le forze dell'ordine ci dovranno spostare di peso». Una volta varcati i cancelli la Saf sarebbe obbligata a ricevere e trattare i rifiuti (circa 46 tonnellate) contenuti nei camion. L'orientamento del presidente della società, Cesare Fardelli, sarebbe quello di permettere l'ingresso dei due mezzi, lavorarne il contenuto, e vedere se l'Ama rispetterà i contenuti dell'ordinanza, che le impongono il pagamento della tariffa e il ritiro degli scarti e del trattato. In caso contrario, ha spiegato Fardelli, «l'ordinanza sarà da considerarsi decaduta». Dopo un vertice tra il presidente della Saf e i sindaci ciociari presenti si è stabilito la convocazione di una manifestazione di protesta per lunedì mattina alle 8, sempre davanti all'ingresso dell'impianto, con a seguire un'assemblea straordinaria dei 91 sindaci del frusinate, 'proprietari' della Societa' ambiente Frosinone, prevista originariamente per la fine della prossima settimana. 

Alla fine ci ha pensato la polizia a mettere d'accordo tutti sgombrando il presidio non autorizzato, che nel pomeriggio si era ridotto a una decina di manifestanti. Sul fronte istituzionale rimane però la tensione.  «La Polizia ha fatto il suo dovere, ma è vergognosa l'assenza delle istituzioni. Il confronto dovrebbe essere con loro, con la Regione Lazio, con i nostri eletti a Montecitorio, in Senato e al Parlamento europeo, non con le forze dell'ordine» – ha detto Antonio Salvati, portavoce dell'assemblea dei sindaci della provincia di Frosinone, all'agenzia Dire, dopo lo sgombero – e il successivo graduale scioglimento – del presidio davanti all'impianto di tmb della Saf. Ma non finisce qui, perchè «la nostra battaglia rimane forte e decisa, l'appuntamento è a lunedì mattina con la grande manifestazione pubblica per ribadire ancora una volta il nostro 'no' ai rifiuti di Roma». Anche perchè, l'allarme di Salvati, «visto che la capacità accertata del tmb di Colfelice è di 695 tonnellate al giorno e già ne vengono trattate 500 della provincia di Frosinone, portare qui anche le oltre 400 tonnellate giornaliere previste da Roma produrrebbe un disavanzo enorme, il che significherebbe portare la Ciociaria all'emergenza rifiuti».

«Chi si oppone è contro la legge ed è oggettivamente solidale di tutti quelli che negli ultimi 40 anni hanno impedito che a Roma si applicassero le leggi nazionali». Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, commenta così, nelle parole riportate da teleuniverso.it, la protesta che ha comportato il blocco dei camion dell'Ama provenienti da Roma all'ingresso dell'impianto di Colfelice. 

«C'è un decreto del ministro e ci sono tutte le garanzie e l'impegno a superare il problema dei rifiuti tal – quale – ha commentato Gianni Alemanno. Quindi mi sembra veramente un'impuntatura che si può superare salvo tutte le garanzie del caso. Se possiamo dare a questi sindaci garanzie e impegni siamo assolutamente disponibili fermo restando che la Regione Lazio in primis e il ministro per l'Ambiente devono dare garanzie a tutti gli enti locali». Di tutt’altro avviso i suoi colleghi ciociari. «Siamo determinati adandare avanti e a non consentire che i rifiuti di Roma vengano portati in Ciociaria, dobbiamo difendere la salute, l'ambiente e la dignita' del nostro territorio. Non vogliamo soldi da Roma». Così il sindaco di San Giovanni Incarico, Antonio Salvati.  

Determinato anche il sindaco di Rocca D'Arce, Rocco Pantanella: «Metteremo in campo altre iniziative, a cominciare da oggi. Andremo avanti nella nostra battaglia di civiltà, tutela, salute e cultura nel pieno rispetto della legge, opponendoci nettamente a questa imposizione da parte di Roma».