Lotta per la casa: tensione, rabbia e occupazioni

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Sono circa 30mila le famiglie che rischiano di rimanere senza un tetto. Gli affitti sono diventati insostenibili e la vendita imposta in molte locazioni rischia di trascinare in strada centinaia di uomini, donne, anziani e bambini.

I movimenti per la casa rivendicano la questione della mala gestione dei residence comunali. Si spenderebbero per ogni famiglia, circa duemila euro al mese, troppo rispetto a un normale affitto.

La richiesta di un nuovo piano casa è quella avanzata dai comitati e dagli attivisti per la casa al neo presidente Zingaretti che, a detta degli occupanti, ne avrebbe sempre accolto le richieste. «Se non si fa ripartire l'edilizia agevolata – spiega in una nota Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio – se non si costruiscono case popolari, se non si immettono sul mercato case a prezzi calmierati, magari utilizzando gli oltre 100mila alloggi sfitti nelle sola citta' di Roma attraverso l'agenzia per l'affitto – aggiunge – la situazione e' destinata a peggiorare. Per questo – conclude – bisogna intervenire urgentemente con misure concrete: occorre rimodulare l'Imu rendendola più equa, favorire l'accesso al credito alle imprese e anche alle famiglie, ripristinare il contribuito all'affitto, contrastare il mercato degli affitti in nero».

Ieri i movimenti hanno chiesto un incontro ai responsabili del V e III dipartimento «per fare luce sullo scandalo dei residence che inquina la dignità e la qualità della vita degli ospiti che soffrono per l'emergenza abitativa».

«La soluzione al problema dell'emergenza abitativa è acquistare, al prezzo di costo, le 51.000 case invendute, che insistono sul territorio» dichiara in una nota Andrea Alzetta, presidente Roma in Action all'Assemblea Capitolina. Fra le situazioni di emergenza via del Policlinico 137. Nella palazzina abbandonata da anni di proprietà del Cnr poi ceduta al gruppo Bnp Paribas, dal 2010 vivono oltre cinquanta famiglie che fino ad oggi nessuno ha mai pensato di buttare fuori, nonostante i dubbi dell’Asia Usb. Da qualche mese si preannuncia uno sgombero.

Poco più distante e sempre nel Municipio III un altro stabile in viale delle Province, occupato sei mesi fa da altre famiglie, è diventato luogo simbolo della resistenza popolare. L’accesso è sbarrato. Intanto all’interno del cortile i bambini giocano sorvegliati dai genitori.