Lazio: emergenza rifiuti, barricate a Frosinone

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Il tempo è davvero scaduto. Restano appena sette giorni per trovare una quadra sugli impianti di trattamento, poi scatteranno le sanzioni dell'Unione Europea. Come da accordi presi un mese fa l'11 aprile terminerà il conferimento del cosiddetto "tal quale" nella discarica di Malagrotta. Un vero e proprio ultimatum dai tristi presagi: o si trattano i rifiuti o sarà emergenza vera. E se nella provincia romana è stato superato l'ostacolo Albano, dove sono già arrivati i primi camion di Ama, fuori dalla Regione continua la battaglia dei sindaci, che non vogliono sobbarcarsi il problema “tutto romano”.

Viterbo ha scelto la strada dei tribunali, dove sono già pendenti due ricorsi al Tar contro il trasferimento dell'immondizia. Frosinone preferisce invece le barricate. La conferma è arrivata ieri dal vertice dei 91 amministratori  soci della società proprietaria del tmb di Colfelice, che si sono riuniti in assemblea e insieme al presidente dell'azienda, Cesare Fardelli, hanno deciso di continuare l'opposizione alla nota del commissario all'emergenza rifiuti di Roma, Goffredo Sottile, che dispone gia' per domani l’arrivo delle 420 tonnellate di immondizia indifferenziata dalla capitale.

«Ci saranno – dice il sindaco di Colfelice, Bernardo Donfrancesco, nelle parole riportate da Teleuniverso.it – nuove contestazioni di piazza contro questa imposizione al nostro territorio». «Abbiamo approvato il testo di una lettera che sarà inviata già oggi a Sottile, al ministro Corrado Clini, al prefetto e al questore di Frosinone, in cui chiediamo a Sottile di attendere per l'invio dei rifiuti il 18 aprile, quando il Tar del Lazio si esprimerà sui ricorsi del Comune di Colfelice e di quello di San Giovanni Incarico – ha spiegato all'agenzia Dire il sindaco di Colfelice, Roberto Donfrancesco. Sottile e Clini entro l'11 aprile devono inviare al Tar la documentazione richiesta nella quale dovranno spiegare la reale situazione di emergenza del Comune di Roma e le effettive capacità residuali dei tmb della capitale».

Oltre a questo «nella lettera viene anche rilevato che nè il ministro nè Sottile hanno fornito alcuna garanzia circa i luoghi di conferimento del cdr e dei residui del trattamento e non sono state date indicazioni esaustive sui mezzi addetti al trasporto. Insomma riteniamo che non ci siano le condizioni per accogliere da venerdi' questi rifiuti».

Insomma, a meno che non vengano soddisfatte le richieste della Saf, si attende il commissariamento. Forse per evitare ulteriori tensioni con i sindaci della zona, pronti a continuare la battaglia contro il decreto, l'Ama ha subito precisato alla stampa che i rifiuti di Roma trattati negli impianti fuori dalla capitale, compreso quello di Colfelice, torneranno poi in città. Come prevede l'ordinanza la parte trasformata in combustibile da rifiuti, circa il 30 per cento, verrà bruciata negli inceneritori del Lazio. Tutto ciò che non può essere bruciato viene trattato.«Sì – ha concluso Donfrancesco -. Per il momento non abbiamo organizzato manifestazioni perchè non èdato sapere se, viste queste incertezze, i rifiuti arriveranno. Ma siamo pronti a contestare».

Carmine Seta