Regione Lazio, dagli sprechi ai tagli di spesa

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Le promesse elettorali vanno mantenute, così dopo gli scandali e lo scialo di risorse pubbliche, alla Pisana si dà il battesimo alla politica dei tagli infatti ieri l’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha deliberato la riduzione dei compensi di alcune figure “apicali” per un importo totale pari a 300 mila euro l’anno, che moltiplicato per tutta la durata della legislatura fa un milione e mezzo di euro. In alcuni casi la decurtazione è arrivata fino a quasi il 50%, come per lo stipendio del capo di Gabinetto, passato da 220mila euro a 120mila si presume lordi.

Il presidente del Consiglio ha poi deciso che fino a quando non sarà modificato il regolamento, lavorerà coinvolgendo tutti i capigruppo nelle decisioni dell’ufficio di presidenza. Proprio con loro è stato già affrontato il nodo della dotazione di personale per i vari gruppi presenti alla Pisana.

Una delibera dello scorso Consiglio ne prevede infatti l’azzeramento, ma Leodori ha avviato una consultazione con i vari capigruppo e alla fine unanimemente si è dato mandato all'ufficio di presidenza di presentare dopo Pasqua una riforma di questa delibera, rimanendo nei limiti finanziari stabiliti. finanziario previsto.

D'accordo anche il Movimento 5 Stelle che all'inizio aveva annunciato di volersi affidare ai volontari. Il perimetro finanziario fissato è quello della delibera della conferenza Stato- Regioni, in base al quale ogni consigliere ha a disposizione una somma di 45mila euro lordi l’anno per i collaboratori. Somma che moltiplicata per i 51 consiglieri regionali costituisce il plafond invalicabile. Ma nella prossima riunione dei capigruppo potrebbero essere introdotte novità anche perchè senza personale il lavoro dei gruppi non può obbiettivamente avviarsi . Intanto, sempre rispettando i limiti di budget, l'ufficio di presidenza è riuscito a garantire un dipendente in più per ognuna delle otto commissioni consiliari.

A proposito di commissioni, la prossima settimana si entrerà nel vivo della questione per quanto riguarda la loro composizione. Ciascun capogruppo avanzerà le proprie proposte, anche se la composizione delle commissioni formalmente avverrà in una seduta del Consiglio. Delle sette permanenti che spettano alla maggioranza, cinque dovrebbero andare al Pd, con (quasi certi) Buschini al Bilancio, Lena a Politiche Sociali e Salute, Ciarla ai Lavori Pubblici e Patanè alla Cultura, oltre a Panunzi, le altre due saranno contese da Sel (Gino De Paolis), Centrodemocratico (Piero Petrassi) e Psi (Oscar Tortosa). Seguirà una discussione con l'opposizione alla quale spetta una unica commissione. Il Co.re.co.co. viene abolito e sostituito da un collegio di revisori, mentre la commissione di Vigilanza sul pluralismo dell'informazione è contesa da Pdl, Movimento Cinque Stelle e Lista Bongiorno. I primi avrebbero già pensato a Giuseppe Cangemi alla presidenza di questa commissione, mentre i grillini sono rimasti fuori dall'ufficio di presidenza anche se per qualcuno meriterebbero una sorta di risarcimento. Il fatto è anche l’Udc vuole una rappresentanza e non accetta che il Pdl, che ha già un suo esponente in ufficio di presidenza (Giuseppe Simeone), si aggiudichi pure una commissione. Poi andrà risolta la questione legata ai Fratelli d'Italia.

Il gruppo è stato costituito lunedì ma mercoledì il suo unico esponente e capogruppo, Giancarlo Righini, è stato sospeso dal partito a seguito della sua condanna in primo grado di processo. Pertanto attualmente il gruppo di Fdi non ha rappresentanti e oggi Righini ha partecipato alla riunione dei capigruppo solo come uditore, dopo avere spiegato ai suoi colleghi le vicissitudini che lo hanno coinvolto e che è in corso un dialogo col suo partito per capire come uscire da questa situazione di empasse. Se Righini si dimetterà subentrerà il primo dei non eletti e cioe' l'assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Fabrizio Ghera, che nel frattempo ha rioccupato la poltrona che aveva abbandonato in Campidoglio per le elezioni. cinque