Gemma Azuni: «Il mio contributo su urbanistica, lavoro e diritti»

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«Personalmente continuo ad attenermi alla decisione dell’assemblea dell’Area metropolitana di Sel che ha deciso di candidare me e Nieri alle primarie». Resta fedele alla linea della prima ora la consigliera comunale Gemma Azuni, uno dei sei candidati alla competizione interna alla coalizione “Roma bene comune” anche dopo la richiesta di un passo indietro da parte del suo partito. «Ho appreso la decisione da un comunicato stampa», afferma a Cinque. La sua decisione di restare in gara ha motivazioni forti: «E’ un valore aggiunto per la politica quello di poter coinvolgere i mondi delle tante persone che ho ascoltato in questi anni: dai comitati che seguono i temi dell’urbanistica, al mondo della mobilità cittadina, dal sociale alle donne, ai precari».

Un ascolto fatto di persone non necessariamente iscritte al movimento di Vendola, ma che hanno trovato nella consigliera Azuni una figura interessata alle loro battaglie. «La mia appartenenza a Sel è certa, e molti compagni di partito mi hanno detto “vai avanti” » prosegue. Allo stesso modo per la Azuni è fuori discussione la fedeltà alla coalizione: «A primarie avvenute sosterrò chi si sarà affermato meglio», spiega. Intanto però la Azuni porta avanti la sua campagna, presentata nei giorni scorsi e incentrata su alcuni capisaldi. «Innanzitutto non farò manifesti elettorali e invito a fare lo stesso gli altri candidati, perchè sono le relazioni che premiano». Quindi i punti programmatici: «Il lavoro al primo posto, e poi trasparenza e legalità: perchè la parentopoli Atac è stato un fatto gravissimo. In questi cinque anni abbiamo visto troppa illegalità: un vero e proprio massacro delle regole fatto da un’Amministrazione che ha gestito la città senza un progetto per cinque anni».

Per la Azuni è necessario coltivare un’altra idea di città che parta dal «benessere delle persone», che si trovano a Roma, dai residenti fino a tutti quelli che, turisti e non, arrivano come ospiti. In questo senso ricorda come Alemanno abbia spazzato via il difensore civico (che la Azuni intende ripristinare), e rivolge un pensiero agli ultimi e a chi versa in condizioni di sempre maggiore difficoltà: «In questi anni ho conosciuto terribili storie di sfratti per morosità – conclude – la prossima amministrazione dovrà amare e curare questa città e offrire alle persone nuove occasioni, non solo per il diritto alla casa ma anche nel lavoro, nella cultura, sul fronte dei trasporti, dei servizi essenziali, sul ruolo dei municipi ». Ripartire insomma da ciò che manca nelle grandi periferie isolate per costuire la città del futuro.

F.U.

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