Lazio, Zingaretti: chiederò stato emergenza per frana viadotto di Frosinone

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"Abbiamo attivato da subito un coordinamento delle attività per non disperdere risorse". Così il presidente della Regione Nicola Zingaretti arrivato alla villa comunale di Frosinone dopo aver fatto un giro in città ed aver visitato il cantiere della frana che ha causato la chiusura dell'importante arteria cittadina del viadotto Biondi.
“Sono qui – ha aggiunto Zingaretti – per dare un segnale di vicinanza alla gente di Frosinone che sta vivendo una situazione difficile.

Dobbiamo affrontare due fasi. Una prima immediate che ci porterà a procedere con la richiesta di emergenza e in questa fase discuteremo con il Governo per investire e mettere a riparo il territorio dal rischio dettato dalla frana. Il secondo consiste nel costituire insieme alle amministrazioni locali un tavolo tecnico che si occupi di un progetto di più ampio respiro e lunga prospettiva. In questi giorni mi attiverò per chiedere lo stato di emergenza e per tavolo con enti locali e nazionali per prospettiva di inserire questa situazione nelle programmazione europea per investimenti nel quinquennio.

Questa vicenda ci conferma non solo quanto è importante prevenire e ma anche quanto sia più economico che inseguire le emergenze. Importante quindi la cultura della salvaguardia del territorio che mette al sicuro la vita. Abbiamo fatto un sopralluogo, la situazione è critica ma prossimo, con l'aiuto di tutti, anche del genio militare, trovare risposte. Dopo Pasqua riunione in Regione per fare il punto della situazione. Il territorio non è solo, insieme lavoreremo per affrontare l'emergenza e valorizzare il territorio”. Con il neo-governatore anche il sindaco Nicola Ottaviani che ha precisato alcuni aspetti sulla frana. "Il Fenomeno non riguarda solo la collina a monte e a valle dell'ascensore inclinato – ha detto il primo cittadino di Frosinone – ma l'intero alveo del fiume Cosa.

La collina é composta da terreno di riporto risalente al dopoguerra. Abbiamo mostrato al presidentessa due aspetti di questo intervento, i lavori di massima emergenza che stiamo realizzando come incanalamento del fiume e le palificazioni per evitare altre frane. Ma il problema é ampio e riguarda la bonificare dell'alveo del fiume con terrazzamenti e palificazioni per arrivare finalmnete a realizzare il parco del fiume Cosa. Una necessitá dato che il pericolo é piú ampio di quello che si pensi. Oltre al cantiere del Viadotto Biondi, siamo stati anche sul quello di viale Mazzini dove la strada sta cedendo di 13 centimetri. Se dovesse cedere anche viale Mazzini la città rimarrebbe bloccata".