Lazio,Regione: Movimento Cinque Stelle contro tutti

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«Ci hanno invitato a questa prima riunione dell'ufficio di presidenza come uditori e poi hanno fatto il diavolo a quattro per non farci nemmeno entrare. In particolare Storace ha preso una posizione molto forte dicendo “io nelle convocazioni non vedo che il Movimento Cinque Stelle è invitato e il regolamento dice che non è previst”. Si sono già rimangiati la parola, il Pdl su questo ci ha fatto subito la guerra e voleva cacciarci fuori. Il messaggio e' stato questo ». Lo ha detto ieri Davide Barillari del M5S nella trasmissione di Radio Ies “Benvenuti a Camelot”, spiegando quanto accaduto questa mattina alla Pisana, quando non è stato consentito ai rappresentanti dei partiti di opposizione non rappresentati nell'ufficio di presidenza di partecipare come uditori, secondo quanto annunciato dal presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, alla seduta dell'organismo.

Anche Pietro Sbardella di Scelta civica era rimasto fuori che ha protestato. A tutti ha voluto dire la sua Francesco Storace, con il consueto piglio polemico: «Barillari sembra il capogruppo di Cinque balle, e crede alle frottole che gli ha raccontato un suo consigliere regionale. Porrello si è presentato in ufficio di presidenza assieme a Sbardella e nessuno lo ha cacciato.

E dopo oltre un’ora se ne sono andati perché era evidentemente imbarazzante la presenza di consiglieri regionali muti. La polemica imbastita dimostra che occorre serietà negli atteggiamenti istituzionali e che non si possono inventare presenze negli organi non previste da leggi e regolamenti. Se si vuol prevedere che all‘Ufficio di presidenza eletto dal Consiglio regionale possano partecipare soggetti che il Consiglio regionale non ha eletto, qualcuno non strillerà se proporremo che anche ai lavori della Giunta regionale possano partecipare consiglieri che il presidente Zingaretti o gli assessori non hanno eletto. Se ci vuole trasparenza in Consiglio credo che ci voglia anche nella Giunta. Ma credo che non serva ne per l’uno né per l’altro».