Campidoglio: Consiglio a corto di numeri

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In consiglio comunale di Roma Capitale succedono cose che non sfuggono ai rappresentati dei comitati di cittadini che da tempo presidiano l’aula Giulio Cesare con malcelata stizza da parte di alcuni consiglieri del Centro destra. Peraltro un pò tutti nel pallone sia per le prospettive elettorali incerte che per la vicenda dei filobus Menarini che vedono il Sindaco in difficoltà.

Il laboratorio di cittadini, associazioni e comitati Carteinregola segnala ad esempio che in queste ultime settimane si registrano notevoli difficoltà nel raggiungere il numero legale, che in più occasioni ha causato la chiusura anticipata dell’assemblea e il rinvio a una successiva seduta in seconda convocazione. Una procedura ampiamente utilizzata in questi anni ma cui si dovrebbe ricorrere solo in casi eccezionali. In effetti la seconda convocazione dà spesso un aiutino per far passare, quatti quatti, le delibere più contestate perché sono sufficienti appena 20 voti favorevoli per l’approvazione di provvedimenti anche molto impegnativi. Ma ecco il lampo di genio della maggioranza che si è inventata un nuovo escamotage.

L'altro ieri è accaduto ad esempio che una seduta già convocata per la seconda volta sia stata riconvocata in una sorta di “terza convocazione” che meglio sarebbe dire, con un inestricabile bisticcio di parole, seconda riconvocazione della seconda già riconvocata. Ovvio che in questo turbillon procedurale gli occhiuti cittadini di Carteinregola, che all'assemblea non gliene perdonano una, chiedano di vederci chiaro tanto che hanno invitato la presidenza d'aula a voler rispondere per iscritto in merito all’interpretazione del Regolamento che consente di ricorrere a tale procedura. E siccome sono tignosi si riservano di verificare la validità dei provvedimenti così approvati. Ieri l'assemblea , in seconda riconvocazione, ormai sull'orlo di una crisi di nervi, ha approvato cose di poco conto. Poi è mancata la maggioranza. Il centro destra aveva in aula solo 17 volenterosi peones. E' scattataallora l'affannosa ricerca degli assenti, dai bagni alla buvette con risultati così sconfortanti da dover rinviare la seduta del Consiglio a martedì. Aleggia sull'austera aula un clima di vacanze anticipate. Un tutti a casa, in fuga da un consiglio che ormai il 10 aprile si scioglie per la campagna elettorale. Certo la giunta potrà deliberare per l'ordinaria amministrazione e se la va come con Renata Polverini in regione di ordinario si approverà ben poco, anzi. Ma almeno in aula non ci saranno più i soliti comitati di cittadini a rompere …. le uova. Siamo a Pasqua, vogliamoci bene. gl