Regione Lazio: prima polemica coi 5 stelle

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Ha aperto ufficialmente ieri mattina i battenti la decima consiliatura della Regione Lazio, eleggendo Daniele Leodori nuovo presidente dell’Assemblea con 38 voti su 51 (nove in più della maggioranza). Così il più votato del Lazio presiederà i lavori di una legislatura votata al cambiamento. Leodori, classe 1969 è stato consigliere provinciale di Roma nel 2003 con l’Amministrazione Gasbarra e dal 2008 con Zingaretti nel ruolo di capogruppo Pd fino ad aprile 2011. Dal novembre del 2010 è anche segretario provinciale del Partito democratico a Roma.

«Non sarò un Presidente arroccato nel Palazzo. Sarò un Presidente concreto un Presidente che farà del dialogo e del confronto un punto cardine». Suoi vice saranno il democratico Massimiliano Valeriani e il leader della Destra Francesco Storace. Tra gli altri risultati della giornata l’elezione dei tre consiglieri segretari, due di maggioranza e uno di minoranza. I primi due sono Gianluca Quadrana, che ha ottenuto 15 voti, e Maria Teresa Petrangolini, con 14 voti.

Giuseppe Simeone è stato eletto per la minoranza con 12 voti. Non sono stati eletti Valentina Corrado (7 voti) e Davide Barillari (2 voti), entrambi del Movimento 5 stelle. E proprio ieri i Cinque stelle si sono resi protagonisti della prima polemica, sulla loro mancata presenza nell’organo. «Tra i banchi del consiglio già giravano i nomi, si sapevano già. E' la vecchia politica che ritorna. Sulla spartizione di poltrone non vogliamo avere nulla a che fare» ha detto ieri il consigliere Davide Barillari (giunto alla Pisana in autobus con la moglie).

«Qui non serve l’apriscatole ma una fiamma ossidrica – ha proseguito . Nell'ufficio di presidenza non c’è rappresentanza per il Movimento 5 Stelle. Non siamo assolutamente rappresentati da questo consiglio, ci hanno escluso opposizione e maggioranza». A loro e a tutti i gruppi esclusi il neo presidente del Consiglio aveva già detto nel suo discorso: «Le coalizioni non rappresentate all’ufficio di presidenza saranno invitati permanenti dei lavori di questo organismo». cinque