Roma, Marroni resta in lizza nella competizione interna

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Saltato il ticket dei rinunciatari alle primarie, sempre che sia mai esistito come dichiarava ieri mattina alla biblioteca del Corviale l'eurodeputato David Sassoli, ora tutti parlano di confronto sui programmi, sui contenuti e vari bla bla bla.

Ma intanto tutti, proprio tutti, ritornano in lizza per le primarie, compreso il capogruppo capitolino Umberto Marroni, il quale in un tweet ci spiega che «Confronto programmatico non è ritiro ma lavoro per possibile semplificazione». Firmato #primadituttoroma, slogan di tutta la campagna del capogruppo.

In parole più semplici significa che Marroni è ancora della partita insieme a tutti gli altri candidati del centrosinistra. Talmente vero che sempre ieri il neo deputato Marroni se la prendeva con l'ultimo arrivato alla corsa, Ignazio Marino. Questa volta infatti con un comunicato vero e proprio e senza cinguettii vari gli dà dello sprovveduto: «Come ho più volte detto, il limite dei candidati calati dall’alto è la non conoscenza della realtà romana» scrive Marroni. Infatti la proposta del senatore Marino dei tagli agli stipendi d’oro (del Comune di Roma) è una «battaglia del Partito democratico e del gruppo consiliare di Roma» ed «è stata già inserita nel nuovo statuto di Roma Capitale per iniziativa del Pd Campidoglio e dell'opposizione».

E tornando alla politica aggiunge: «Essendomi reso disponibile a un confronto per lavorare ad una semplificazione del quadro delle primarie in vista delle elezioni di maggio, quelle vere, estendo l'invito al senatore Marino prima che si avventuri in qualche altra proposta su Roma su cui il Pd e il centrosinistra già da anni sono impegnati, hanno lavorato e hanno anche ottenuto risultati». Che detta così parrebbe un vero e proprio invito a farsi da parte più che una “semplificazione” delle primarie.

Intanto Alfio Marchini nella serata di ieri chiariva ulteriormente la sua posizione con il seguente comunicato: «Per evitare ulteriori equivoci, è bene sottolineare: 1) come già ripetuto molte volte, non parteciperò a queste primarie ed oggi ho spiegato ancora una volta perché: 2) il mio obiettivo è vincere la sfida del 26 e 27 maggio per Roma. 3) se avessi voluto fare apparentamenti, cordate o accordi di potere, lo avrei fatto prima. Sono e sarò sempre e solo interessato a portare Roma fuori da questa crisi, e sono convinto che noi del movimento siamo gli unici in grado di poterlo fare…..». Amen