Marchini chiude la porta alle primarie

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In castigliano si dice suerte, tradotto in “buona fortuna” è quello che Alfio Marchini augura ai numerosi concorrenti alle primarie del Pd alle quali lui non parteciperà. Che sull’incontro alla biblioteca di Corviale, luogo simbolo delle periferie, si fosse appuntata l’attenzione dei media era più che naturale dopo le dichiarazioni del giorno precedente dell’eurodeputato e del capogruppo capitolino Umberto Marroni che preludevano a un loro ritiro dalla competizione per lasciare spazio all’imprenditore candidato civico Alfio Marchini.

Con la differenza che non si trattava di retroscena o gossip giornalistici ma di una notizia, come testimoniano i comunicati stampa diffusi nella tarda serata di mercoledì. L’adesione di Marchini a queste primarie veramente aperte e scremate da ben due concorrenti, era stata immediata. Un “ci sto” chiaro e netto. L'appuntamento di Corviale doveva essere una pubblica certificazione, la conferma dell’entente cordiale finalmente raggiunta fra i tre. Così non è stato perché David Sassoli ha esordito dichiarando che «non esiste alcun ticket» ma solo un «confronto fra candidati». Candidati de che? A dissipare ogni dubbio ci ha pensato Alfio ribadendo rispettosamente la sua volontà di non partecipare ad una competizione che secondo lui rappresenta «una sorta di congresso, un legittimo confronto fra correnti del Pd».

A chi fra i presenti non aveva ancora ben afferrato la questione ribadiva: «Ve lo devo dire in castigliano?» Suerte appunto, buona fortuna. Mentre lui si sfila e attende l’esito delle primarie per vedere chi sarà il suo sfidante di sinistra alle comunali oltre al candidato grillino ed ovviamente a Gianni Alemanno. Per il resto un incontro di cortesia fra gentiluomini di meno di 30 minuti nel corso del quale Sassoli si è augurato che il confronto sui contenuti e sul programma prosegua, mentre Marchini ha sollevato la questione che da tempo va agitando: «Ma quanti debiti ha il Campidoglio?» Chiave di volta per la definizione di ogni programma di governo compreso quello che Marroni ha illustrato alla città dell'altra economia, pur apprezzato nelle sue linee guida dall'imprenditore. Venendo al sodo, è chiaro che sui programmi si può anche discutere, ma il nodo politico è altro visto che alle secondarie, salvo sorprese sempre possibili, dovremmo poter scegliere fra il Marchini civico e connotato a sinistra, uno del Pd scelto fra Sassoli, Marino, Gentiloni e forse Marroni, più Alemanno e il candidato del Movimento5Stelle, che al ballottaggio potrebbe replicare la performance di Pizarotti a Parma.

La legittima retromarcia di Sassoli lascia le cose come stavano giorni fa. Niente scrematura dei candidati cui si aggiunge il prof Ignazio Marino sostenuto solo da parte del Pd e da Goffredo Bettini. Si mormora che sulla decisione di Sassoli abbia influito il pressing di Dario Franceschini che fra l’altro si era beccato proprio con Marchini durante il talk show di Ballarò. Chi ci guadagna? Chi ci perde? Boh. Mao Zedong durante la rivoluzionaria lunga marcia amava citare il Shakespeare de La tempesta: «Grande è il disordine sotto i cieli e pertanto la situazione è eccellente». Grillo non ancora è il “grande timoniere”, ma il disordine sotto ai cieli gli ha sino ad oggi giovato. 

 

Giuliano Longo