Nomine di fine stagione sull’Acea ridotta all’osso

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Assalto alla diligenza, come scriveva ieri Repubblica, è dir poco rispetto al colpo di mano che Gianni Alemanno vuol mettere a segno su Acea prima delle elezioni. Infatti il sindaco, sull’esempio delle nomine last minute di Renata Polverini, ha intenzione di rinnovare il consiglio d’amministrazione dell'Acea a pochi mesi delle comunali di fine maggio.

L’operazione, come riporta il quotidiano di Ezio Mauro, sarebbe quella di nominare tra i nuovi cinque consiglieri di amministrazione di nomina capitolina, Paolo Gallo, l’attuale direttore generale sponsorizzato da Francesco Gaetano Caltagirone. In realtà con questa mossa si darebbe ai soci privati una maggioranza in consiglio di amministrazione. Infatti attualmente nel cda siede il presidente Giancarlo Cremonesi, fedelissimo di Alemanno, idem per l’amministratore delegato Marco Staderini. Il Consiglio è composto da 5 consiglieri nominati dal Campidoglio, tra i quali l’uomo di fiducia di D’Alema Peruzy, e 4 dagli azionisti privati, 2 che fanno capo a Caltagirone e 2 a Gaz de France che partecipa in Acea.

L’inserimento di Gallo tra i consiglieri di nuova nomina del Campidoglio, riferisce Repubblica, sarebbe appoggiato anche dai francesi, che in cambio indicherebbero il direttore finanziario. Che qualche cambiale a Caltagirone il sindaco la debba pur pagare soprattutto in vista di una competizione elettorale dall’esito imprevedibile, non è un mistero, ma queste operazioni di potere avvengono in un momento poco florido per la società ancora a maggioranza pubblica dell’energia e dell’acqua. Ancora ieri il consigliere Alfredo Ferrari e il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni, rilevavano che i dati del bilancio consolidato sono drammatici. Infatti l’utile netto ha subìto «un drastico calo e l’indebitamento finanziario netto è cresciuto.

A questo si aggiunga che Fitch ha declassato il rating dell’azienda». Senza che il management e il sindaco abbiano «una reale idea di sviluppo per la società quotata in borsa, visto che per appianare in parte i conti hanno scelto di vendere il fotovoltaico». Ferrari alza le barricate ed invita il Partito Democratico ad abbandonare «qualsiasi tipo di interlocuzione con il primo cittadino». Il neoeletto consigliere regionale Massimiliano Valeriani parla di «vergognosa manovra di potere in favore degli amici del sindaco». E rivela che secondo indiscrezioni la mossa di Alemanno «regalerebbe maggiore agibilità ai due grandi soci privati rispetto alla proprietà pubblica…» alimentando «una ostinazione alla privatizzazione,davvero preoccupante».

Dopo 5 anni Alemanno, aggiunge Valeriani, lascia Acea SpA con tutti gli indicatori finanziari disastrati: «dimezzamento del titolo, aumento dell’indebitamento e declassamento da parte delle agenzie; fuori dai progetti delle maggiori Utilities, senza un serio piano industriale e senza alcuna prospettiva. Inoltre il gruppo Caltagirone e i francesi di GDF Suez avrebbero dimostrato nel campo dei servizi pubblici essenziali, uno spirito più predatore che investitore, come invece altri soggetti industriali di livello internazionale hanno dimostrato in altre importanti partecipazioni». Dopo tutto quello che è successo in questi anni, aggiunge, «si continua depredare senza freni: vedi il recente scandalo AdiR, relativo al lauto prestito elargito al suo Presidente contro le regole e il volere del direttore Generale. Vedi la recente decisione della Giunta di privare RpR della gestione del patrimonio immobiliare del Comune per affidarlo a soggetti privati. Fino ad arrivare oggi ad una privatizzazione surrettizia in Acea SpA».

Pozzi avvelenati per i futuri amministratori, mentre quelli attuali «confermano l’essenza di questa destra famelica che ha saputo solo ostentare l’occupazione pretoriana del potere e mettere i suoi peones a dilapidare i beni comuni della città di Roma». Le nuove nomine nel consiglio di amministrazione di Acea potrebbero avvenire già domani.

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