Lazio: Sanità, 792 milioni di tasse per pagare il debito

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I cittadini del Lazio, tra il 2011 e il 2012, hanno sborsato 792 milioni di euro di maggiori tasse per evitare di sforare i conti della sanità. Questo a causa di un disavan-zo di 815 milioni di euro, il più alto rispetto alle altre regioni italiane. E’ quanto emerge dal Rapporto Oasi 2012 (dati del quarto tri- mestre) dell'università Bocconi e presentato ieri dalla Fiaso, la Federazione di Asl e ospedali. 

Per pareggiare i conti, dunque, le Regioni con i conti in rosso hanno tartassato i cittadini con aumenti di tributi locali e addizionali Irpef pari a 2,2 mi- liardi di euro nel 2011.

Solo il Lazio ha fatto ricorso alla leva fiscale per 792 milioni. E non è cambiato il copione nel 2012, visto che l’aliquota media dell'addizionale Irpef, secondo l’osservatorio Uil sulle politiche territoriali, è passata da una media dell’1,19% all'1,49, che fanno altri 2,4 miliardi di euro pre- levati dalle tasche dei contribuenti, che quindi per ripianare i deficit di Asl e ospedali in soli due anni hanno versato al fisco 5 miliardi in più. Maggiorazioni delle addizionali Irpef, aumento delle aliquote Irpef, rincari del bollo auto e cartolarizzazione dei debiti sono

gli strumenti, singoli o associati, ai quali hanno fatto ricorso quasi tutte le Regioni, d eccezione di Valle d'Aosta, Friuli, Trento e Bolzano, Basilicata e Sardegna, mentre Marche, Abruzzo, Molise e Campania hanno messo mano a tutte le leve fiscali consentite dalla legge.

(Fonte DIRE )